Come ben saprete nel 2024 Venezia ha introdotto un ticket obbligatorio per coloro che decidono di visitare la città in modo da poter gestire in maniera più puntuale e precisa gli ingressi all’interno del centro storico e in generale della città di Venezia, tutto ciò però a quanto pare ha portato il Comune a ricevere una multa da parte del garante della privacy a causa della gestione sbagliata dei dati degli utenti che decidevano per l’appunto di entrare in città.
Sbagliata gestione dei dati
Nello specifico al Comune di Venezia è stata contestata una sbagliata gestione e richiesta di dati agli utenti, Nello specifico viene contestata una raccolta sproporzionata di dati alla città che sono stati richiesti per ottenere il QR code di accesso praticamente a chiunque, studenti, lavoratori, turisti e coloro che dovevano usufruire di prestazioni mediche, come se non bastasse è stato contestato alla città anche un’eccessiva conservazione di questi dati che dovevano essere rimossi dopo poco tempo mentre invece venivano conservati addirittura per mesi.
Come se non bastasse anche i totem sono stati dichiarati poco sicuri dal momento che bastava manovrare le impostazioni presenti all’interno del sistema per riuscire ad ottenere informazioni su coloro che avevano effettuato la registrazione, nulla di troppo compromettente, ma che con i giusti incroci poteva addirittura permettere di risalire e identificare l’utente.
Di conseguenza, il garante della privacy ha obbligato Venezia a procedere subito alla messa in sicurezza di tutta questa gestione malfunzionante e ha comminato al Comune una multa simbolica di 10.000 € che ovviamente rispetto agli introiti ottenuti tramite il sistema dei ticket sono una cifra davvero irrisoria, cifra bassa, giustificata anche dalle norme collaborazione garantita dal Comune che di fatto già entro la prossima settimana dovrebbe aver risolto il problema senza nessun tipo di intoppo, segno che comunque la città vuole assolutamente fare le cose per bene.
