Il salto tecnologico offerto dalle fibre ottiche cave sta emergendo come alternativa avanzata ai tradizionali fili in vetro. Queste fibre sono progettate per far passare la luce principalmente attraverso l’aria, minimizzando l’interazione con i materiali solidi che normalmente rallentano e attenuano il segnale.
Grazie a nuovi design altamente specializzati, si sono raggiunti livelli di perdita di segnale bassi, inferiori a quelli delle fibre in vetro. Ciò permette di trasmettere dati su distanze maggiori senza dover installare amplificatori e ripetitori così frequentemente. Il risultato è che le reti sottomarine, le connessioni ad Internet e i collegamenti tra diversi data center potranno funzionare con latenza più bassa e costi di manutenzione inferiori.
Fibre ottiche cave, la svolta per velocità e latenza nella trasmissione dei dati
Le fibre cave permettono una velocità di propagazione del segnale vicina a quella della luce nel vuoto. Questo si traduce in una latenza ridotta poiché i ritardi tra invio e ricezione del segnale diminuiscono sensibilmente, cosa utile soprattutto per connessioni critiche tra server, cloud e applicazioni in tempo reale.
Un altro parametro chiave è la perdita. Nei modelli migliori recenti, la perdita è a circa 0,09 dB/km, un valore che fino a poco tempo fa sembrava impossibile da raggiungere per fibre cave operative su lunghe distanze. In confronto, le fibre di vetro attuali hanno una perdita maggiore, e spesso richiedono ripetitori più frequenti.
Inoltre, la banda utile (lo spettro delle lunghezze d’onda che possono essere usate) è molto più ampia. Si possono trasmettere su frequenze che prima non erano pratiche per il vetro, migliorare la trasmissione di segnali multiplexati (più canali nello stesso filo) e sostenere trasferimenti molto più veloci. In alcuni casi si parla di guadagni di banda e velocità fino al 45% o più rispetto alle fibre tradizionali, in condizioni ottimali.
Nonostante i progressi impressionanti, la tecnologia non è ancora perfetta. Le fibre cave sono più complesse da produrre. La produzione su larga scala non è ancora stata consolidata e il costo è alto. Anche la standardizzazione (fare in modo che produttori, operatori e infrastrutture possano usare lo stesso tipo di fibre senza compatibilità incerta) è un ostacolo. Perché queste fibre vengano usate su vasta scala, occorre che i costi scendano, che il supporto tecnico per la posa sia sviluppato e che le reti esistenti possano integrarle.
