
Google Nest
All’interno dell’app Google Home sono comparsi riferimenti e immagini ai prossimi dispositivi della linea Nest. Si tratta di una nuova Nest Cam Indoor, una Nest Cam Outdoor e della terza generazione di Nest Doorbell. Il leak rivela un salto tecnico importante, con video in 2K e l’arrivo delle funzioni AI di Gemini.
Telecamere e citofoni rinnovati
I file scoperti nell’ultima versione dell’app hanno svelato anche i nomi in codice: Linosa per la Nest Cam Outdoor, Ustica per la Nest Cam Indoor e Rhodes per il nuovo Doorbell. Le immagini mostrano un design aggiornato e una gamma di colori ampliata, con Snow e Hazel per la Outdoor, Berry per la Indoor e Linen come opzione per il Doorbell. Dal punto di vista tecnico, entrambe le telecamere adottano finalmente una risoluzione 2K, colmando il ritardo rispetto ad altri prodotti concorrenti. È previsto anche lo zoom digitale fino a 6x, utile per analizzare più nel dettaglio le registrazioni.
Gemini al centro della smart home
La vera novità è l’integrazione con Gemini, l’intelligenza artificiale sviluppata da Google. Secondo i primi indizi, l’AI potrebbe consentire alle videocamere di riconoscere persone, animali e oggetti, distinguendo i movimenti rilevanti da quelli trascurabili. Le funzioni potrebbero includere notifiche più mirate o segnalazioni specifiche, come l’arrivo di un pacco davanti alla porta. L’obiettivo è trasformare le Nest Cam e il Doorbell da semplici strumenti di sorveglianza a assistenti intelligenti, capaci di filtrare le informazioni e ridurre le notifiche superflue.
Accanto alle novità hardware, emergono indiscrezioni sul futuro del modello di business. L’attuale piano Nest Aware potrebbe essere sostituito da un pacchetto chiamato Google Home Premium, affiancato da una versione “Advanced”. Non ci sono ancora dettagli sui prezzi, ma è probabile che alcune funzioni basate su Gemini vengano riservate agli utenti abbonati. Questa ipotesi apre interrogativi sul costo complessivo di un ecosistema smart home già caratterizzato da numerosi servizi in abbonamento. Da un lato c’è la promessa di dispositivi più intelligenti, dall’altro il rischio di nuove barriere economiche per gli utenti.
