Il mercato auto in Italia ha vissuto un agosto ancora negativo, con un calo del 2,7% e appena 67.272 immatricolazioni. L’anno scorso erano 69.126. La perdita diventa drammatica guardando all’intero 2025: nei primi otto mesi le nuove targhe sono state 1.040.734, in flessione del 3,7% rispetto al 2024. Ancora più impietoso il confronto con il 2019, quando furono quasi 1,33 milioni. Mancano all’appello 285.000 vetture. Cosa raccontano questi numeri, se non un mercato in stallo, incapace di riprendersi? Gli incentivi per le auto elettriche restano annunciati ma non operativi. Questo blocco rallenta le vendite e genera frustrazione. Le restrizioni annunciate rischiano di rendere ancora più complesso l’accesso: limiti ISEE, vincoli territoriali, obblighi di rottamazione. L’orizzonte del 30 giugno 2026 per validare le prenotazioni rischia di bruciare fondi che dovrebbero sostenere la transizione.
La corsa delle auto ibride ed il freno delle tradizionali
Il panorama delle alimentazioni racconta una trasformazione lenta e tormentata. Le ibride dominano con il 45,4% delle vendite. Le “full” si fermano al 13,9%, mentre le “mild” raggiungono il 31,5%. Le elettriche pure restano ferme al 4,9%. Una crescita minima rispetto al 3,7% dell’anno precedente, ma ben lontana da obiettivi europei. Le plug-in segnano il 7,1%, spinte anche dalle nuove regole sui fringe benefit, pur calando rispetto al 7,5% di luglio. La benzina arretra al 24,9% ed il diesel continua a scivolare, solo l’8,1%. Il Gpl cede al 9,7%. In tutto questo c’è anche il peso della rottamazione dei modelli tradizionali non basta a sostenere il ricambio con auto a basse emissioni. Non è forse questo il segnale che senza incentivi reali la transizione rimane un miraggio? Le performance dei grandi gruppi dipingono un mosaico di contrasti. Stellantis riesce a chiudere in crescita del 2,41%. Fiat vola con un +31,75%, Citroën addirittura +75,27%. Alfa Romeo cresce del 24,59%, ma Lancia crolla del 67,25% e Jeep cala dell’8,12%.
Il Gruppo Volkswagen segna anch’esso un +2,41%, con Cupra in ascesa del 52,67% e Skoda in aumento del 4,27%. Audi però perde oltre il 10% e Volkswagen arretra del 7,65%. Sul fronte francese, il Gruppo Renault vive un agosto nerissimo: -18,09% complessivo. Renault scende del 28,13%, Dacia limita la perdita al 9,71%. Il quadro finale resta amaro. Un mercato auto che fatica a trovare respiro, tra incentivi fantasma, restrizioni complesse e immatricolazioni che continuano a calare.
