DeepSeek ha introdotto una modifica importante nelle sue politiche d’uso: da ora in poi ogni contenuto generato con i suoi modelli – che sia testo, immagine, audio o video – dovrà includere un watermark. Questo segno identificativo sarà presente in modo visibile e in molti casi anche sotto forma di marcatura invisibile nei metadati del file. L’obiettivo è garantire trasparenza su cosa è creato da intelligenza artificiale e cosa no.
Una parte del watermark è immediatamente riconoscibile dall’utente: testi sovrapposti che indicano “Generato da IA”, logo o grafica che appare sul contenuto stesso. L’altra parte è “nascosta”: firme digitali o metadati che contengono informazioni sul modello usato, un identificativo unico, e la natura artificiale del contenuto. Queste marcature invisibili servono a tracciare l’origine del contenuto anche se apparentemente modificato o condiviso in modo laterale.
Cosa cambia concretamente per i creatori di contenuti
Non sarà più possibile disattivare o rimuovere questi watermark, in nessuna modalità. Gli utenti non potranno oscurarli, eliminarli o alterarne il contenuto visivo o i metadati tecnici. Né potranno usare strumenti che lo facciano. Chiunque tenti di bypassare queste etichette rischia conseguenze in base alle regole d’uso stabilite dalla piattaforma.
Questa misura impatta sia i contenuti resi pubblici sia quelli condivisi privatamente. Anche documenti, file audio o video creati in ambienti solo accessibili all’autore saranno soggetti alla marcatura. In pratica, ogni output generato manterrà l’etichetta visibile e quella invisibile, senza eccezioni.
Perché questa decisione
DeepSeek afferma che tale cambiamento risponde a una richiesta normativa che punta a far sì che ogni contenuto artificiale sia chiaramente riconoscibile. L’idea è contrastare disinformazione, uso improprio dei contenuti generati da IA e falsificazione. Rendere obbligatorio il watermark elimina l’ambiguità su chi – o cosa – ha prodotto un contenuto. Inoltre, le etichette invisibili nei metadati permettono controlli anche dopo eventuali modifiche al contenuto, assicurando che la tracciabilità resti efficace. Il watermark visibile serve agli utenti per riconoscere a colpo d’occhio che un contenuto non è stato generato da una persona.
