Il Pixel 10 è arrivato sul mercato come versione base della nuova serie di smartphone Google, con 12GB di RAM rispetto ai 16 disponibili sui modelli Pro e Pro-XL. Non tutta la memoria però è effettivamente accessibile, in quanto circa 3,5GB vengono riservati alla Tensor TPU, l’unità che alimenta le funzioni di intelligenza artificiale on-device. Ciò significa che agli utenti restano circa 8,5GB per le normali attività quotidiane, un quantitativo comunque più che adeguato per gestire app, giochi e multitasking.
Pixel 10, tra prestazioni pure e compromessi sull’AI
Eppure esiste un “trucco” per recuperare quella parte di memoria destinata all’AI. Il procedimento è piuttosto semplice. Basta accedere alle impostazioni, selezionare la voce relativa alle app e mostrare i processi di sistema, si può individuare il servizio AI Core e disattivarlo manualmente. Così facendo, l’intero quantitativo di RAM diventa disponibile per il sistema operativo e per le applicazioni, portando la dotazione effettiva a tutti i 12GB. Naturalmente tale scelta non è priva di conseguenze. In quanto disabilitare il modulo riduce le prestazioni delle funzioni di intelligenza artificiale integrate, dalle traduzioni in tempo reale agli strumenti di editing fotografico automatizzato.
Il dibattito tra gli utenti si è subito acceso. Vale davvero la pena sacrificare l’AI per ottenere più memoria libera? Per alcuni sì, soprattutto in mercati come quello europeo dove non tutte le funzioni AI promesse sono già disponibili. Chi utilizza il Pixel 10 soprattutto per navigare, giocare o gestire molte app in background può trovare sensato rinunciare a un potenziamento software che, per ora, resta limitato. Altri invece sottolineano che l’esperienza Pixel è costruita attorno all’intelligenza artificiale e che togliere risorse a questo comparto significa snaturare la filosofia stessa del dispositivo.
La scelta resta comunque reversibile. Con gli stessi passaggi è possibile riattivare AI Core e restituire memoria dedicata alla TPU. Il Pixel 10 offre dunque agli utenti un margine di personalizzazione insolitamente ampio per uno smartphone di fascia alta.
