Tra i grandi progetti che oggi animano la corsa allo spazio, quello cinese verso la Luna spicca per ritmo e determinazione. Pechino non parla più soltanto di ambizioni future: entro il 2030 intende portare i propri astronauti sulla superficie del nostro satellite, e i passi compiuti negli ultimi mesi mostrano che l’obiettivo non è affatto fuori portata.
Pechino accelera le missioni con equipaggio lunare
Ogni tassello di questo programma appare calibrato con attenzione. Il veicolo con equipaggio, battezzato Mengzhou, ha superato una delle prove più delicate, quella di aborto al lancio. È il test che simula l’eventualità peggiore: un problema improvviso sulla rampa di decollo. La capsula, spinta dal suo motore di fuga, si è sollevata per una ventina di secondi, ha raggiunto la quota prevista e poi ha completato l’atterraggio con paracadute e airbag. Un esercizio che in Cina non veniva ripetuto dai tempi della Shenzhou del 1998, e che segna un ritorno deciso alla frontiera delle missioni con equipaggio.
Accanto alla capsula c’è Lanyue, il modulo che dovrà trasportare due astronauti dall’orbita lunare fino al suolo e riportarli indietro. In agosto, nella provincia di Hebei, si è svolta la simulazione di decollo e atterraggio, con procedure pensate per replicare le condizioni reali della superficie lunare. Il test ha permesso di verificare i sottosistemi e la capacità di garantire la sicurezza in ogni fase. Non un dettaglio, considerando che Lanyue avrà anche il compito di portare strumenti scientifici e un rover, diventando di fatto il centro operativo della missione.
Test capsule e Long March 10 mostrano progressi concreti
A completare il quadro, il colosso che dovrà sollevare l’intero progetto: il Long March 10. Ad agosto è stata accesa per la prima volta una versione ridotta del suo primo stadio, equipaggiata con sette motori YF-100K. Per oltre mezzo minuto la spinta ha sfiorato le mille tonnellate, un record che testimonia la potenza necessaria a spingere uomini e mezzi oltre l’orbita terrestre.
Intanto anche le tute spaziali hanno fatto la loro comparsa, pensate per affrontare polvere, sbalzi termici e condizioni estreme, ma con un occhio alla mobilità e alla praticità degli astronauti. Tutto lascia pensare che il traguardo del 2030 non sia un semplice slogan politico, ma un orizzonte concreto che si avvicina missione dopo missione.
