Il lancio dei nuovi Google Pixel 10, compreso il modello Pro XL, è stato accompagnato da grande entusiasmo per le novità software introdotte. Insieme alle innovazioni però non mancano i primi problemi. Numerosi utenti hanno segnalato su forum ufficiali e su Reddit un bug che rende impossibile sfruttare Android Auto in maniera corretta. Il difetto si presenta in modo drastico. Pur venendo riconosciuto dallo schermo dell’auto, il dispositivo resta bloccato su una schermata nera con il logo di Android Auto, impedendo qualsiasi utilizzo. Il malfunzionamento interessa l’intera gamma Pixel 10, dal modello base fino al Pro XL, e sembra colpire sia veicoli più datati sia auto di ultima generazione.
Google promette aggiornamenti rapidi per i Pixel 10
Gli utenti hanno tentato varie soluzioni. Ad esempio svuotare la cache, reinstallare l’app, cambiare cavo, persino resettare le impostazioni di fabbrica dell’auto. Nulla di tutto questo ha risolto il problema. Un dettaglio curioso arriva però da chi ha provato ad aggirare l’ostacolo con dongle wireless di terze parti. In questi casi la connessione si stabilisce senza intoppi, segno che l’origine del bug risiede quasi certamente nel software sviluppato da Google e non nei sistemi automobilistici.
Al momento non esiste una soluzione definitiva, ma dall’ azienda sono arrivate le prime risposte ufficiali. Google ha ammesso di essere a conoscenza del malfunzionamento e ha comunicato che una correzione è già stata inviata per l’approvazione. Il rilascio dovrebbe avvenire a breve, forse nel giro di pochi giorni, permettendo così ai proprietari dei Pixel 10 di tornare a usare Android Auto in maniera normale. Nel frattempo resta la frustrazione per chi utilizza quotidianamente lo smartphone come compagno di viaggio, soprattutto considerando il prezzo elevato della nuova serie.
Ad ogni modo, nonostante i problemi iniziali, i Pixel 10 restano comunque dispositivi di punta, con caratteristiche avanzate che li rendono competitivi contro i migliori modelli Apple e Samsung. Questo episodio conferma però come anche Google non sia immune da difetti al lancio, e quanto sia fondamentale la tempestività con cui un’azienda riesce a correggere gli errori.
