La comunità dei maker continua a stupire con progetti al limite tra gioco e ingegneria. L’ultima creazione arriva dall’utente Reddit Zealousideal-Army333, che ha deciso di costruire una stampante 3D interamente realizzata con mattoncini Lego. L’impresa ha richiesto non solo fantasia, ma anche conoscenze tecniche di elettronica e programmazione, trasformando i famosi blocchetti in un dispositivo funzionante, seppur con diversi limiti.
Costi elevati e resa limitata, ma tanta creatività grazie ai Lego
La struttura è composta quasi esclusivamente da pezzi Lego, integrati con motori e una penna 3D che funge da estrusore. Tre motori muovono la testa di stampa sugli assi X, Y e Z, mentre un quarto attiva la penna, spingendo il filamento fuso sul piano di lavoro. Per simulare la pressione del pulsante della penna è stato aggiunto un piccolo motore dedicato. Alla base del progetto c’è un software scritto in Python, in grado di convertire i file gcode, standard della stampa 3D, in comandi eseguibili dalla macchina.
Nonostante la compatibilità teorica con i file dei modelli professionali, i risultati non raggiungono però standard elevati. Stampare un semplice Benchy, il modellino di barca usato come test universale, richiede numerose prove e una buona dose di pazienza. L’esperimento è quindi più una dimostrazione di ingegno che un’alternativa concreta a una stampante 3D commerciale.
A sorprendere è anche il costo del progetto. Pur dando l’impressione di essere una soluzione “low cost”, la costruzione richiede un investimento superiore a quello di modelli più economici come la popolare Ender 3 V3. Oltre ai mattoncini Lego, sono infatti necessari motori specifici, componenti Technic e la stessa penna 3D. Il vero valore di questa creazione non risiede quindi nella praticità, ma nel messaggio che trasmette. Ovvero che la tecnologia può nascere anche dal gioco, e l’invenzione non ha limiti quando incontra la curiosità. Pur rimanendo quasi inutilizzabile per la stampa quotidiana, la stampante 3D fatta di Lego è il simbolo dello spirito maker, dove conta più l’atto creativo che il risultato finale in sé.
