La sfida più dura per l’energia solare è il freddo estremo. Proprio su tale fronte arriva una novità dalla Cina. Wiltson Energy, azienda con sede a Dongguan, ha reso nota la messa a punto di una batteria al litio ferro fosfato capace di funzionare anche a temperature proibitive: fino a –40 gradi Celsius. Una soluzione che punta a risolvere uno dei problemi più ostici per i sistemi di inseguimento solare, spesso costretti a fermarsi nei mesi più rigidi. I cosiddetti solar tracker sono dispositivi che permettono ai pannelli di orientarsi. Ciò è possibile seguendo il sole durante il giorno. Tale tecnologia consente di incrementare la produzione di energia dal 10 al 40% rispetto ad un impianto tradizionale fisso.
Wiltson Energy: nuova soluzione per l’energia solare
Eppure, la loro efficacia dipende in gran parte dalle batterie che alimentano i motori responsabili del movimento. Qui si nasconde la fragilità: le soluzioni al piombo riducono drasticamente la loro capacità già sotto lo zero. Mentre le celle agli ioni di litio rischiano danni irreversibili durante la ricarica a basse temperature. Ciò a causa della formazione di dendriti di litio che compromettono la sicurezza e la durata.
Il nuovo formato 26650 sviluppato da Wiltson Energy si presenta come un cambio di passo. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, la batteria conserva oltre il 90% della capacità anche in condizioni polari. Inoltre, fatto ancora più significativo, può essere ricaricata senza ricorrere a sistemi di preriscaldamento. Tale aspetto non solo riduce i costi di installazione e manutenzione, ma elimina anche la complessità aggiuntiva di dover integrare sistemi di riscaldamento dedicati. Daniel Fan, project manager della società, ha sottolineato come tale innovazione possa evitare il rischio che i tracker si blocchino. Lasciando i pannelli fuori asse proprio quando l’efficienza è più necessaria.
Il nuovo accumulatore è stato progettato anche per garantire versatilità. Quest’ultimo, infatti, può operare come batteria principale o come supporto di emergenza durante un blackout. Con un tempo di commutazione di appena dieci millisecondi, assicura la continuità dei sistemi anche in caso di interruzioni improvvise. Evitando che neve, ghiaccio o scarsa luminosità compromettano la resa degli impianti.
