Il 15 agosto, a poco più di due settimane dal suo ingresso in orbita, il satellite NISAR ha completato con successo una delle operazioni più cruciali della sua missione. Si tratta dell’apertura del suo enorme riflettore radar. La struttura si è dispiegata nello spazio come un tamburo dorato di dodici metri di diametro. Il tutto sotto gli occhi vigili degli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory in California. Insieme all’agenzia spaziale indiana. NISAR è frutto della collaborazione tra NASA e ISRO. È stato lanciato il 30 luglio dal Satish Dhawan Space Centre, in India. La sua finalità è scrutare la Terra con una precisione mai raggiunta. Tracciando il lento movimento delle placche tettoniche, registrando lo scorrere dei ghiacciai. Rilevando le deformazioni del terreno in seguito a terremoti e monitorando le trasformazioni delle foreste e delle aree umide. Ogni dodici giorni, la sua orbita permetterà di coprire quasi tutte le superfici del pianeta. Fornendo dati che potranno orientare non solo studi scientifici, ma anche decisioni vitali per la sicurezza e la gestione delle risorse.
Satellite NISAR: ecco i dettagli della missione
L’apertura della struttura, che i tecnici hanno soprannominato “bloom”, ha richiesto 37 minuti di perfetto coordinamento. Prima l’estensione del braccio di nove metri che sostiene il riflettore, poi il rilascio controllato di bulloni esplosivi che hanno permesso all’antenna di aprirsi come un fiore nello spazio. Ora NISAR è pronto per la fase successiva della missione spaziale. Ovvero l’acquisizione delle prime immagini ad altissima risoluzione, attese entro l’autunno.
Al centro di tale capacità osservativa c’è un radar a doppia banda. Quest’ultimo unisce la potenza penetrante del sistema L-band, capace di attraversare nuvole e fitte chiome vegetali, con la sensibilità del sistema S-band, ideale per rilevare variazioni d’umidità e dettagli delle coperture più leggere. Senza il riflettore ora operativo, nessuno dei due potrebbe funzionare. La sua realizzazione, con 123 elementi in materiali compositi uniti da una sottile rete dorata, rappresenta un primato. Con un peso di appena 64 chilogrammi, offre la superficie equivalente a un’antenna radar estesa per quasi diciannove chilometri.
