Meta continua a rafforzare la propria divisione dedicata all’intelligenza artificiale e strappa un altro nome di rilievo ad Apple. Frank Chu, ingegnere con responsabilità sulle infrastrutture cloud e sulle funzioni di ricerca, passa ufficialmente al Meta Superintelligence Labs. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Chu aveva seguito la gestione dei large language model sui server Apple e collaborato al training dei sistemi usati anche per Siri. La sua uscita rappresenta uno dei trasferimenti più importanti dopo quello di Ruoming Pang, creatore del team AI di Cupertino, che aveva lasciato l’azienda con un pacchetto da 200 milioni di dollari.
Meta rallenta le assunzioni, Apple affronta la fuga di talenti
In Apple, Chu era considerato stretto collaboratore di Benoit Dupin, responsabile delle infrastrutture AI e figura chiave nel team guidato da John Giannandrea, capo della strategia per l’intelligenza artificiale. In Meta, invece, Chu entrerà nella divisione MSL Infra, creata per sviluppare infrastrutture dedicate all’AI avanzata. Proprio questa settimana l’azienda ha riorganizzato l’intera area IA in quattro nuove sezioni, tutte supervisionate da Alexandr Wang, ex CEO di Scale AI.
Il rafforzamento del team di Meta avviene in un momento particolare. Bloomberg riferisce infatti che la società ha comunicato ai responsabili HR una pausa temporanea nel reclutamento per il Superintelligence Labs. Le assunzioni proseguiranno soltanto per i ruoli considerati critici. La decisione, spiega un membro interno, servirà a “gestire responsabilmente l’organico”. Nonostante il rallentamento, Alexandr Wang ha confermato pubblicamente che gli investimenti nel settore AI proseguiranno senza sosta.
Per Apple, invece, l’uscita di Chu è un ulteriore segnale di difficoltà. Negli ultimi mesi hanno lasciato l’azienda diversi profili chiave. Basta ricordare Tom Gunter, Mark Lee, Bowen Zhang e Yun Zhu. La pressione su Cupertino è aumentata anche a causa dei ritardi nello sviluppo di un aggiornamento di Siri, tanto che si è valutato l’utilizzo di modelli AI di terze parti. Tale incertezza ha alimentato la fuga di talenti, attirando l’interesse di concorrenti come Meta, che offrono pacchetti retributivi e prospettive di crescita molto competitivi. Insomma, la partita sull’intelligenza artificiale resta aperta. Meta prova a costruire un polo di riferimento mondiale, mentre Apple deve dimostrare di poter trattenere i suoi migliori ingegneri e recuperare il terreno perso.
