WhatsApp sta sperimentando su iOS un assistente basato su intelligenza artificiale che mette al centro la protezione della privacy. La novità si fonda su Private Processing, una tecnologia progettata per gestire le richieste in modo sicuro e anonimo. L’elaborazione dei messaggi avviene in tempo reale e non viene archiviato alcun dato: le proposte generate dall’AI spariscono subito dopo la consegna, senza lasciare traccia né sui server di WhatsApp né su quelli di Meta. Un approccio che mira a garantire maggiore fiducia, offrendo strumenti di supporto alla scrittura senza compromettere la riservatezza.
Come funziona l’assistente AI nelle chat
La funzione non è attiva di default: può essere abilitata manualmente tramite le impostazioni dell’app. Una volta attivata, l’interfaccia subisce una piccola modifica. Digitando una frase nella barra di testo, l’icona delle emoji o degli sticker viene sostituita da un simbolo a forma di penna. Toccarlo permette di accedere a suggerimenti immediati per rendere i messaggi più chiari, strutturati o adatti al contesto.
L’assistente non propone un’unica opzione, ma almeno tre varianti, ciascuna personalizzabile in base a cinque modalità diverse:
Rephrase, che riorganizza la frase mantenendo il significato originale;
Professional, studiato per comunicazioni di lavoro o in ambiti formali;
Funny, che aggiunge un tocco leggero e ironico;
Supportive, utile per inserire empatia e incoraggiamento;
Proofread, che corregge errori grammaticali e ortografici.
Questa gamma di toni consente di adattare ogni messaggio a situazioni diverse, senza dover modificare manualmente il testo.
Nessuna traccia per i destinatari
Chi sceglie di utilizzare una delle proposte può inviarla senza che il destinatario venga informato dell’intervento dell’assistente. In altre parole, non esiste alcuna notifica che riveli l’uso dell’AI, mantenendo intatta la naturalezza della conversazione. È inoltre disponibile un sistema di feedback che permette di valutare la qualità dei suggerimenti. In questo caso, non vengono trasmessi contenuti testuali, ma solo un indice di soddisfazione, ulteriore segnale dell’attenzione di WhatsApp al tema della riservatezza.

