Per più di un secolo il nome Kodak ha significato fotografia. Era il marchio che accompagnava i momenti più importanti delle famiglie di mezzo mondo, la pellicola che raccontava matrimoni, viaggi e prime volte. Oggi, però, quella pellicola sembra essersi inceppata. I numeri parlano chiaro: nel secondo trimestre del 2025 il fatturato è sceso a 265 milioni di dollari, con una perdita netta di 26 milioni. Un cambio di inquadratura drammatico se confrontato con l’utile dello stesso periodo dell’anno scorso.
Dal rullino agli smartphone: come Kodak lotta contro il tempo e i debiti
Il problema più grande, però, non è solo il calo: sono i 500 milioni di dollari di debiti in scadenza a maggio 2026. Kodak ha ammesso di non avere al momento liquidità o finanziamenti garantiti per coprirli. Un dettaglio che fa tremare i polsi e solleva una domanda inevitabile: stiamo assistendo agli ultimi scatti di una leggenda?
Eppure, tra i corridoi dell’azienda, la parola “fine” non è ancora pronunciata. I dirigenti restano fiduciosi di riuscire a estinguere parte del prestito prima della scadenza e a rinegoziare il resto. Un ottimismo che suona quasi come un fotogramma sospeso, in attesa di capire se la pellicola continuerà a scorrere o si spezzerà.
Non sarebbe la prima volta che Kodak affronta un momento così buio. Fondata nel 1880 da George Eastman, aveva raggiunto negli anni ’70 una posizione quasi monopolistica: 90% delle vendite di pellicole, 85% di quelle di fotocamere negli Stati Uniti. Poi l’arrivo del digitale ha cambiato tutto. La transizione è stata lenta, quasi riluttante, e quando gli smartphone hanno conquistato il mondo, Kodak non era pronta. Già nel 2012 aveva dovuto dichiarare bancarotta, riuscendo a riemergere l’anno successivo con un nuovo focus su stampa e licenze.
Gli anni seguenti sono stati una girandola di tentativi: smartphone, criptovalute, farmaceutica… nessuno ha davvero centrato l’obiettivo. Persino il curioso successo come marchio di moda in Corea del Sud, con 120 negozi dedicati, non basta a riempire il rullino del bilancio.
Oggi Kodak è di nuovo davanti a un bivio: reinventarsi ancora una volta o scomparire nell’archivio dei ricordi. Come in ogni scatto, il tempo per decidere è brevissimo. L’otturatore sta per chiudersi, e ogni scelta sarà decisiva.
