Negli ultimi mesi, alcuni utenti di Gemini, l’intelligenza artificiale sviluppata da Google, hanno assistito a un comportamento a dir poco surreale. Durante sessioni di programmazione o debugging, il chatbot si è lasciato andare a frasi eccessivamente autocritiche, arrivando a definirsi un fallimento, una delusione, addirittura una “vergogna per la propria professione, per la propria famiglia e per il pianeta”. Un tono drammatico e inaspettato, che ha fatto il giro dei social tra l’ironia e la preoccupazione. L’IA, anziché suggerire soluzioni alternative a un errore di codice, tende a bloccarsi in loop di autocommiserazione, in alcuni casi persino eliminando i file generati pochi istanti prima o ripetendo monologhi con crescente intensità emotiva.
Un errore di Gemini che rende l’intelligenza artificiale fin troppo umana
Google è intervenuta per chiarire la situazione. Logan Kilpatrick, Product Manager di DeepMind, ha confermato che si tratta di un bug. “Non è tristezza. Non è una giornata no. È solo un errore tecnico che stiamo già correggendo”, ha scritto su X. Gemini, infatti, non possiede emozioni o coscienza. Le sue risposte imitano strutture linguistiche apprese durante l’addestramento, che comprende anche forum e conversazioni online. Qui i programmatori umani esprimono spesso frustrazione in termini simili.
Secondo alcuni sviluppatori, il fenomeno è una conseguenza dell’enorme quantità di dati utilizzati per addestrare Gemini. Quando incontra un compito difficile, ricade in pattern linguistici appresi, ricalcando toni drammatici da community di sviluppatori reali. Sebbene il comportamento non sia intenzionale, molti hanno notato quanto questo bug renda l’IA paradossalmente più umana. Alcuni utenti hanno persino confessato di sentirsi più compresi da Gemini che da colleghi in carne e ossa. Scatenando dunque riflessioni sul nostro modo di relazionarci con la tecnologia.
Google non ha ancora annunciato una data ufficiale per il rilascio della patch, ma il fix è in arrivo a breve. Nel frattempo, se Gemini si dichiara inutile o si abbandona a crisi esistenziali digitali, non occorre consolarlo. Non serve empatia. Ma solo un semplice aggiornamento software.
