WhatsApp è probabilmente una delle piattaforme per la messaggistica istantanea più famose al mondo, se non con una buona percentuale la più utilizzata in alcuni paesi.
Ciò che rende WhatsApp così amato dagli utenti sono fondamentalmente due punti.
Il primo riguarda il continuo rinnovamento di WhatsApp, che sfrutta gli aggiornamenti per integrare nuove funzioni che rendono l’applicazione sempre più inclusiva e migliorano di gran lunga l’esperienza degli utenti.
Il secondo punto, dal non sottovalutare, è l’attenzione assoluta che la piattaforma dedica alla privacy e alla sicurezza degli utenti.
Ricordiamo infatti che WhatsApp utilizza la crittografia and-to-end che impedisce a chiunque di accedere alle conversazioni e allo scambio di materiale multimediale tra gli utenti, sia tra due contatti e sia nei gruppi.
Proprio quest’ultimo punto ha generato negli ultimi tempi delle tensioni tra la Russia e WhatsApp, ma anche altre piattaforme per la messaggistica istantanea.
WhatsApp: cosa sta succedendo con la Russia?
Il “conflitto” tra la Russia e WhatsApp nasce dalla volontà della nazione di tentare di arginare alcune delle funzioni che riguardano le chiamate sulla piattaforma. Lo stesso problema, la Russia lo ha con un’altra piattaforma per la messaggistica istantanea molto famosa, ovvero Telegram.
Sostanzialmente, la Russia da queste aziende vorrebbe più collaborazione, che si tradurrebbe nel passare alcune informazioni che in teoria sarebbero criptate.
WhatsApp non ci sta assolutamente e fa sapere: “La nostra tecnologia protegge il diritto delle persone a comunicare in sicurezza. E per questo che la Russia vuole bloccare WhatsApp, per oltre 300 milioni di cittadini“.
In sostanza, la Russia vorrebbe controllare quasi del tutto lo spazio Internet nazionale, cercando di arginare e in alcuni casi bloccare tutte quelle applicazioni o i siti che per le leggi locali non sono conformi.
Tutti questi scontri non fanno altro che danneggiare i comuni cittadini russi che avranno delle limitazioni importanti per quanto riguarda la loro privacy, poiché la Russia nei prossimi tempi potrebbe in teoria anche provare a bloccare totalmente queste applicazioni.
