Dopo quattro anni di distanza, la rivalità storica tra Battlefield e Call of Duty è pronta a riaccendersi. Questa volta non solo sul piano del gameplay. Lo scontro tra le due serie di sparatutto militari si sposterà, infatti, anche sul terreno della sicurezza. L’annuncio più recente arriva da Activision, che ha confermato come il nuovo Call of Duty: Black Ops 7 richiederà, al momento del lancio, l’attivazione di Windows Secure Boot. Ed anche la presenza di un chip TPM 2.0 per poter essere avviato. È una decisione che ricalca la strada già intrapresa da Battlefield 6, segno che i due colossi hanno individuato lo stesso approccio per arginare forme di cheating sempre più sofisticate.
Call of Duty: Black Ops 7 introduce nuovi scenari per la sicurezza
La transizione a tale nuovo standard avverrà a step. Il 7 agosto, con l’arrivo della Stagione 5 di Call of Duty: Black Ops 6, Activision ha dato il via a una fase di test. In tale periodo sperimentale, l’attivazione di Secure Boot e TPM 2.0 rimarrà facoltativa. I giocatori vedranno però comparire messaggi che li inviteranno a abilitare le nuove funzioni di sicurezza. Ciò con l’obiettivo di raccogliere dati, identificare eventuali incompatibilità e intervenire sui problemi prima di rendere i requisiti obbligatori con l’uscita di Black Ops 7. La quale è fissata per la fine del 2025.
E non è tutto. Per il nuovo capitolo di Call of Duty, Activision ha pecificato, che l’accesso al multiplayer classificato sarà bloccato per determinati gamer. Ovvero coloro che giocheranno tramite i periodi di prova gratuiti offerti dal PC Game Pass. Una decisione che intende scoraggiare diverse pratiche scorrette come, ad esempio, il boosting.
L’adozione di tali misure non è priva di conseguenze. La scelta di richiedere funzionalità strettamente legate a Windows comporta di fatto l’esclusione, almeno temporanea, di chi gioca su piattaforme Linux. Un’utenza in crescita che include anche i possessori della popolare console portatile Steam Deck. In questo modo, sia Battlefield 6 sia Black Ops 7 diventano titoli esclusivi per l’ecosistema Microsoft.
