Google ha preso un’importante decisione per alcuni dei suoi smartphone. Negli Stati Uniti, il Pixel 6a ricondizionato non è più acquistabile attraverso lo store ufficiale dell’azienda di Mountain View. Fino a poco fa, tale modello rappresentava l’ingresso più economico nella gamma Pixel con garanzia diretta del produttore. La sua scomparsa silenziosa dal catalogo, però, sembra tutt’altro che casuale. Alla base della decisione, secondo diverse fonti, ci sarebbero i persistenti problemi legati al surriscaldamento della batteria. Un difetto che in alcuni casi ha portato persino a episodi di combustione spontanea.
Google: i problemi riscontrati con i Pixel 6a
La gravità della situazione ha spinto l’azienda di Mountain View a intervenire con un’azione mirata. Lo scorso mese è stato distribuito un aggiornamento software obbligatorio, inserito in quello che l’azienda ha definito “Battery Performance Program”. La patch agisce riducendo sia la capacità massima della batteria che la velocità di ricarica. Ciò con l’obiettivo di limitare i rischi derivanti dal surriscaldamento del dispositivo.
Se da un lato tale misura ha effettivamente ridotto la probabilità di guasti pericolosi, dall’altro ha inciso negativamente sull’esperienza d’uso. Molti proprietari di Pixel 6a, dopo aver installato l’aggiornamento, infatti, hanno notato una significativa perdita di autonomia e tempi di ricarica più lunghi. Nonostante ciò, le lamentele per problemi termici non sono scomparse del tutto. Ciò lascia intendere che il software da solo non può risolvere completamente il difetto strutturale.
In un contesto simile, la scelta di Google interrompere la vendita dei Pixel 6a ricondizionati appare come un passo inevitabile. Ciò al fine di tutelare i consumatori ed evitare di proporre un prodotto potenzialmente soggetto a prestazioni compromesse per ragioni di sicurezza. Google, interpellata sulla rimozione del modello, non ha fornito dichiarazioni ufficiali. Eppure, la coincidenza temporale tra il ritiro del modello dal mercato e la distribuzione della patch lascia pochi dubbi sul legame presente tra le due decisioni.
