Qualcomm è pronta a riscrivere ancora una volta le regole dei propri prodotti. Dopo anni di aggiornamenti per la gamma Snapdragon, sembra che il classico suffisso “Plus” sarà accantonato, almeno per la fascia premium. Anche il successore dello Snapdragon 8 Gen 3 non dovrebbe chiamarsi, come da tradizione, “Snapdragon 8+ Gen 3”, ma potrebbe invece debuttare con un nuovo nome commerciale, segno di una svolta più profonda del solito.
Le indiscrezioni provenienti da ambienti vicini all’azienda parlano di una mossa che punta a differenziare più chiaramente i SoC destinati a esperienze ultra-premium da quelli pensati per flagship “standard”. Questo nuovo chip, il cui nome ufficiale resta ancora top secret, dovrebbe debuttare entro la fine del 2025 su alcuni dispositivi selezionati, probabilmente in edizione limitata, con performance superiori in termini di efficienza energetica e intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni, Qualcomm ha progressivamente spostato il baricentro dei propri SoC verso l’intelligenza artificiale. E questo nuovo processore, il cui nome potrebbe rompere con la convenzione numerica attuale, sarà progettato attorno a una NPU di nuova generazione, con capacità di elaborazione AI on-device potenziate. L’intento è ottimizzare processi come traduzione in tempo reale, sintesi vocale, fotocamere intelligenti e assistenza predittiva, senza dipendere dal cloud. In parallelo, ci si aspetta un salto di qualità anche sul fronte GPU, con un miglior supporto ai giochi e una gestione termica più controllata per i dispositivi pieghevoli e sottili. L’abbandono del suffisso “Plus” potrebbe quindi non essere solo una questione di marketing, ma un nuovo capitolo.
Niente Snapdragon Plus, Qualcomm cambia nome ai suoi prossimi chip
Con il probabile debutto di questo SoC “senza nome noto”, Qualcomm potrebbe anche prepararsi a modularizzare la propria offerta. Processori personalizzati per produttori specifici (come già accade con Samsung e ASUS), varianti focalizzate su AI, gaming o efficienza. Insomma, un approccio più simile a quello visto nei chip Apple con M-series o nei Tensor di Google. Per ora, nessuna conferma ufficiale, ma i segnali ci sono tutti. Nel mondo dei SoC mobile, non conta più solo la potenza bruta, ma come viene distribuita, ottimizzata e utilizzata. E Qualcomm sembra intenzionata a riscrivere le regole anche su questo fronte.
