Si parlava da mesi, tra dichiarazioni e smentite, ma ora l’accordo c’è: i dazi sulle auto europee dirette negli Stati Uniti scendono ufficialmente dal 27,5% al 15%. A stringere la mano su questa intesa sono stati Donald Trump e Ursula von der Leyen, durante un incontro in Scozia che sembra aver rimesso in moto il dialogo sulle tariffe tra USA e UE.
Auto europee negli USA: accordo sui dazi, ma resta l’ombra dell’incertezza
Non è un cambiamento epocale, ma sicuramente un bel sospiro di sollievo per l’industria automobilistica europea, che da tempo accusava il colpo delle tariffe introdotte mesi fa dall’amministrazione Trump. Per i colossi tedeschi come Volkswagen, BMW e Mercedes, questo alleggerimento può fare la differenza, soprattutto dopo trimestri tutt’altro che facili e con margini di profitto sempre più risicati.
Donald Trump, come da copione, ha subito dichiarato che questo accordo “sarà ottimo per le automobili”. Una frase che, letta così, lascia un po’ di spazio all’interpretazione, ma che dà comunque il tono dell’entusiasmo con cui la notizia è stata accolta dalla parte americana.
Non tutti però stanno festeggiando. Certo, il 15% è meglio del 27,5%, ma per molti rimane comunque troppo alto rispetto all’obiettivo iniziale, ossia un’intesa a dazio zero da entrambe le parti. Lo ha fatto notare anche Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio del Parlamento europeo, sottolineando come questo accordo possa portare sì investimenti europei negli USA, ma a discapito dei Paesi UE stessi.
A pesare è anche il fatto che Trump si è tenuto una porta aperta: potrà rimettere mano alle tariffe se dovesse ritenere che gli impegni di investimento europei non vengano rispettati. Una clausola che lascia un retrogusto amaro a chi sperava in un’intesa più equilibrata e stabile.
Per ora, comunque, si tira un mezzo sospiro di sollievo. È un passo avanti, certo, ma con il freno a mano tirato. E con la consapevolezza che, da un momento all’altro, tutto potrebbe cambiare di nuovo.
