La gestione del sovraffollamento turistico a Portofino sta per fare un salto in avanti piuttosto interessante. Il celebre borgo ligure ha deciso di introdurre un drone dedicato al monitoraggio dei flussi di visitatori, accompagnato da un software di analisi in grado di elaborare i dati raccolti in tempo reale. Non si tratta di un esperimento fine a sé stesso, ma di una risposta concreta a un problema che ogni estate si ripresenta puntuale: troppe persone concentrate nello stesso posto, nello stesso momento.
L’idea è semplice nella sua logica, anche se tecnicamente sofisticata. Il drone sorvola le aree più frequentate del borgo e il software collegato conta e analizza i flussi turistici, restituendo un quadro aggiornato della situazione. Quando il numero di presenze si avvicina a soglie critiche, chi gestisce la sicurezza e la viabilità può intervenire prima che la situazione diventi caotica. È un sistema pensato soprattutto per i periodi di punta, quelli in cui Portofino rischia letteralmente di scoppiare.
Privacy e sicurezza ambientale al centro del progetto
C’è un aspetto che vale la pena sottolineare, perché quando si parla di droni e sorveglianza la domanda sorge spontanea: e la privacy? Il progetto di Portofino tiene conto anche di questo. L’obiettivo non è schedare i turisti o raccogliere dati personali, ma semplicemente avere un conteggio affidabile delle persone presenti nelle zone più delicate del borgo. Il monitoraggio punta a tutelare tanto la riservatezza dei visitatori quanto la sicurezza ambientale di un territorio fragile e prezioso.
Portofino non è certo il primo luogo al mondo a fare i conti con il turismo di massa, ma la scelta di affidarsi a un drone rappresenta un passo significativo. Fino a poco tempo fa, il controllo degli accessi si basava su metodi più tradizionali e spesso meno efficaci: conteggi manuali, telecamere fisse, ordinanze restrittive. Il drone aggiunge una flessibilità che queste soluzioni non hanno, perché può coprire aree ampie, spostarsi rapidamente e fornire dati in tempo reale senza bisogno di infrastrutture permanenti.
Un modello che potrebbe fare scuola
Quello che sta succedendo a Portofino potrebbe diventare un punto di riferimento per altre località italiane alle prese con problemi simili. Borghi, centri storici, spiagge: i luoghi dove il sovraffollamento estivo crea disagi non mancano di certo. Avere a disposizione uno strumento tecnologico capace di prevenire i problemi anziché limitarsi a gestirli dopo che si sono verificati cambia parecchio la prospettiva.
Il sistema di monitoraggio basato sul drone e sul software di analisi dei flussi turistici entrerà in funzione durante la stagione estiva, proprio quando la pressione dei visitatori sul borgo raggiunge i livelli più alti. L’obiettivo dichiarato resta quello di controllare l’afflusso in tempo reale e ridurre concretamente il rischio che Portofino si trasformi, nei giorni più caldi, in un imbuto impraticabile sia per chi ci vive sia per chi ci arriva in visita.
