Il mercato automobilistico italiano ha finalmente registrato un’inversione di tendenza. Dopo oltre un anno di risultati negativi, maggio ha portato segnali di ripresa. I dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mostrano infatti un aumento del 3,58% rispetto allo stesso mese del 2010. Le nuove immatricolazioni hanno raggiunto quota 170.603. Un risultato in contrapposizione alle 164.704 dell’anno precedente.
L’ombra delle km zero sul mercato auto
Fiat si conferma protagonista di questa fase di ripresa. La casa torinese ha visto le vendite crescere del 4,58%, con oltre 51.000 nuove vetture circolanti. Anche la quota di mercato è migliorata, passando dal 29,8% al 30,1%. Dal Lingotto sottolineano come il rinnovamento della serie, avviato con la Fiat-Freemont e la nuova Lancia Ypsilon, stia dando risultati concreti. Note positive arrivano anche da Alfa Romeo, trainata dal successo della Giulietta, che ha fatto segnare un aumento del 43,9% e una quota del 3,6%.
Nonostante l’ottimismo generale, non mancano però alcune voci di prudenza. Ad esempio, Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, avverte che la ripresa apparente nasconde alcune insidie. Il segno positivo, spiega, è influenzato dalla forte presenza di vetture a “chilometro zero”, che alterano la percezione dei dati. Per i non addetti ai lavori il +3,58% può sembrare un chiaro segnale di rilancio, ma la realtà resta complessa.
In contemporanea al nuovo, si muove anche il mercato dell’usato. Nel mese di maggio sono stati registrati 418.371 passaggi di proprietà, con un aumento del 7,15% rispetto ai dodici mesi precedenti. Nel complesso, le vendite hanno toccato quota 588.974 unità, di cui il 71,03% riguarda auto di seconda mano e solo il 28,97% nuove. La vera sfida per i prossimi mesi sarà quindi capire se questa ripresa saprà consolidarsi o resterà un fuoco di paglia destinato quindi a spegnersi col tempo. Insomma, il peso delle vetture km zero e l’incertezza economica generale rendono la strada da percorrere ancora in salita e piuttosto insidioso.
