In Europa, il tema della libertà di scelta del modem da parte degli utenti è tornato al centro del dibattito. Ciò grazie all’attenzione suscitata dalla normativa in vigore nei Paesi Bassi. Ad evidenziare l’importanza di tale modello è stata la VTKE, l’associazione che riunisce i principali produttori di terminali per telecomunicazioni. Quest’ultima ha espresso il proprio apprezzamento per la valutazione positiva espressa dall’autorità olandese ACM sulla regolamentazione in materia. Tale normativa, applicata da oltre tre anni, ha dimostrato di essere funzionale, efficace e rispettosa dei principi promossi a livello europeo. Ciò al punto da non richiedere alcuna revisione.
VTKE propone il modello modem olandese anche in Italia
Un punto chiave del modello olandese è la definizione precisa del punto di terminazione della rete, noto come “Punto A“. In Olanda, tale punto è situato a monte dell’ONT (Optical Network Terminal), il che consente agli utenti di connettere direttamente dispositivi propri, compresi modem con ONT integrato. Tale chiarezza normativa permette ai cittadini di esercitare pienamente il diritto alla libera scelta del terminale anche nelle connessioni FTTH, non limitandosi alle tecnologie DSL o via cavo.
Al contrario, in Italia, pur essendo in vigore dal 2018 il principio del modem libero, restano incertezze riguardo all’applicazione di tale libertà alle connessioni in fibra ottica. La mancanza di una definizione tecnica chiara del punto di terminazione della rete ha determinato un’interpretazione secondo cui l’ONT sarebbe parte integrante dell’infrastruttura dell’operatore, rendendo impossibile per molti utenti utilizzare apparati alternativi. Tale situazione rappresenta, secondo VTKE, un limite concreto alla concorrenza e all’autonomia dei consumatori.
I vantaggi di un’impostazione come quella adottata nei Paesi Bassi sono molteplici. La possibilità di utilizzare dispositivi più performanti e in linea con le esigenze individuali, un maggiore controllo sulla sicurezza dei dati e una riduzione dei costi derivanti dal noleggio dei modem imposti dagli operatori. In più, tale modello favorisce un cambio più agevole di provider, stimola la competitività sul mercato e contribuisce alla sostenibilità ambientale. Considerando tale scenario, VTKE auspica che anche l’Italia possa presto adottare un quadro normativo più trasparente e moderno. In grado di garantire ai cittadini un reale potere decisionale.
