Quando si parla di intelligenza artificiale, è facile farsi distrarre dalle promesse spettacolari: risposte brillanti, assistenti che sembrano quasi umani, efficienza fuori dal comune. Ma dietro a tutta questa meraviglia tecnologica, c’è un punto che continua a far alzare più di qualche sopracciglio: che fine fanno i nostri dati? Chi li legge? Dove vengono conservati? E soprattutto, possiamo davvero fidarci?
Proton lancia Lumo: AI potente e sicura, niente dati nel cloud
È in questo scenario che entra in scena Lumo, il chatbot AI lanciato da Proton – sì, proprio quelli di Proton Mail, quelli che da sempre puntano tutto sulla privacy. E no, non è una mossa di marketing: stavolta la differenza si vede (e si sente) davvero.
Lumo nasce con un’idea semplice ma potente: l’intelligenza artificiale non deve per forza ficcare il naso nei tuoi dati personali per funzionare bene. E mentre altri chatbot più blasonati spesso collezionano informazioni con entusiasmo quasi sospetto, Lumo fa il contrario: non conserva le conversazioni, non le usa per addestrarsi, non le invia da nessuna parte. Tutto resta sul tuo dispositivo, protetto dalla stessa crittografia ad accesso zero che Proton usa per email, file e password.
A livello pratico, Lumo si presenta come un assistente AI piuttosto versatile: puoi usarlo da browser o da app, anche senza un account. Ma se ti logghi, ottieni qualche extra – tipo una cronologia delle chat che però non finisce nel cloud, ma resta solo sul tuo smartphone. E per chi ha bisogno di qualcosa in più, esiste anche una versione “Plus” con meno limiti e più potenza.
C’è anche una funzione chiamata modalità fantasma – un nome da film, ma perfetto per spiegare cosa fa: sparisce tutto appena chiudi la conversazione. Niente tracce, niente salvataggi. Una manna dal cielo se ti capita di fare domande personali, delicate o semplicemente se preferisci che nessuno sappia che hai chiesto come si cucina un soufflé vegano o come si fa a scrivere una lettera di licenziamento senza sembrare troppo passivo-aggressivi.
Insomma, Lumo non promette di essere il chatbot più chiacchierone o creativo del mondo. Ma promette di non ficcare il naso dove non dovrebbe. E nel 2025, in un mondo dove i dati sono moneta sonante, questa promessa suona quasi come una rivoluzione gentile.
