Chiunque abbia seguito anche solo di sfuggita i conflitti degli ultimi anni, lo sa: i droni sono diventati protagonisti indiscussi dei campi di battaglia. Non servono più eserciti enormi o armamenti pesanti per mettere in difficoltà anche i mezzi più sofisticati. A volte basta un piccolo oggetto con le eliche e una videocamera, magari stampato in 3D o acquistato online, per colpire nel punto giusto. Questa asimmetria – dove la minaccia può arrivare da qualcosa che vola silenzioso sopra la testa – ha spinto molti paesi a rivedere in fretta le proprie strategie difensive.
Alka-Kaplan: il veicolo turco che abbatte droni con laser e onde EM
In questo contesto si inserisce l’Alka-Kaplan, una novità tutta turca che sembra uscita direttamente da un film di fantascienza, ma che invece è pronta a essere testata sul campo. Non è solo un nuovo sistema anti-drone: è un’intera filosofia operativa che combina tecnologia, agilità e visione strategica. Il cuore del progetto è un veicolo cingolato che, a prima vista, potrebbe sembrare l’ennesimo mezzo militare blindato. Ma sotto la corazza si nasconde qualcosa di molto più sofisticato.
L’Alka non si limita a “sparare” al drone nemico: prima lo studia, lo intercetta, e cerca di ingannarlo. Il sistema inizia provando a spezzare il collegamento tra il drone e chi lo controlla, confondendolo con onde elettromagnetiche. Se questo non basta, ecco che interviene la seconda fase: un raggio laser ad alta energia che lo colpisce al volo, distruggendolo. È come avere a bordo un cecchino invisibile che non ha bisogno di proiettili.
Tutto questo è possibile grazie al Kaplan Hybrid, un veicolo pensato per fornire potenza e mobilità a questo tipo di sistema. Il motore ibrido non solo dà energia sufficiente al laser, ma lo fa in modo silenzioso, riducendo il rischio di essere individuati. È come avere un generatore nascosto sotto il cofano, ma senza il rumore o il calore che attirano attenzioni indesiderate.
Il progetto nasce da una collaborazione tra FNSS e Roketsan, due realtà che stanno portando la Turchia sempre più in alto nel settore della difesa. Non è solo una questione di tecnologia: è anche una dichiarazione d’intenti. Ankara vuole contare sulle proprie forze, e con l’Alka-Kaplan punta a farsi spazio in un mercato in cui non si può più improvvisare. Se le aspettative saranno confermate, ne sentiremo parlare a lungo, soprattutto dopo la presentazione ufficiale prevista per l’IDEF 2025.
