Partirà da Cape Canaveral, sotto il cielo cocente della Florida, un razzo gigantesco con dentro qualcosa di speciale. Due piccole sonde gemelle, pronte per un viaggio verso Marte. Ma non si tratta del solito carico scientifico lanciato nello spazio per farsi un giro nell’orbita del Pianeta Rosso. Questa volta c’è una missione chiara, quasi poetica: capire come si comporta la magnetosfera marziana mentre il vento solare la colpisce. Una sorta di danza invisibile tra particelle, plasma e campi magnetici, che le due sonde cercheranno di osservare da punti diversi nello spazio, come spettatrici silenziose.
ESCAPADE e New Glenn: lancio tra scienza e innovazione per esplorare Marte
Il progetto si chiama ESCAPADE. E no, il nome non è messo lì a caso. C’è dentro il desiderio di fuga, di scoperta, ma anche un acronimo piuttosto tecnico — Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers — che rivela la parte più nerd della NASA. Eppure, dietro tutte queste sigle e acronimi, c’è l’idea affascinante di riuscire a studiare qualcosa che finora abbiamo solo immaginato. Un Marte che respira, che perde pezzi di atmosfera ogni volta che il Sole soffia troppo forte.
A rendere tutto ancora più interessante è il fatto che queste sonde voleranno con il New Glenn, il razzo della Blue Origin di Jeff Bezos. È solo il suo secondo volo, ma porta con sé molte aspettative. Il primo tentativo ha portato il carico in orbita, ma il recupero del primo stadio non è andato come sperato. Adesso ci si riprova, stavolta con un booster che proverà ad atterrare su una piattaforma galleggiante in mare. Un po’ come già fa SpaceX, ma con la pressione di chi deve ancora dimostrare di saperlo fare davvero.
Non è stato un percorso semplice. Le due sonde erano pronte già mesi fa, ma la NASA, preoccupata dai possibili ritardi del razzo, aveva preferito aspettare. Poi, all’improvviso, la finestra di lancio si è riaperta. E ora, finalmente, le cose si stanno muovendo. Se andrà tutto bene, sarà un passo in avanti per l’esplorazione marziana. Ma anche, in fondo, un bellissimo tentativo di collaborazione tra pubblico e privato, tra scienza e industria, tra chi sogna e chi costruisce.
