Senza preavviso, nel 2023, la fotocamera JunoCam ha iniziato a cedere. Un veloce deterioramento delle immagini aveva messo in allarme il team NASA. Le fotografie inviate dalla sonda Juno, in orbita intorno a Giove, infatti erano sempre più disturbate, con linee orizzontali, interferenze e un rumore digitale crescente. Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo.
Mancavano poche settimane al passaggio ravvicinato sulla luna vulcanica Io, uno dei momenti più importanti dell’intera missione. La NASA sapeva bene che le radiazioni erano le responsabili. L’orbita di Juno attraversa i campi più radioattivi del sistema solare e, a differenza degli altri strumenti protetti all’interno di un caveau di titanio, la JunoCam era completamente esposta.
NASA e la rinascita di JunoCam: un successo oltre ogni aspettativa
La diagnosi indicava un guasto a un regolatore di tensione, ma non c’era modo di intervenire direttamente. L’unica possibilità rimasta era un tentativo disperato di “cuocere” la fotocamera. La tecnica scelta si chiama annealing, o ricottura, un processo utilizzato per risanare i danni del silicio tramite il calore. La NASA ha deciso di alzare gradualmente la temperatura interna della JunoCam. Un primo test aveva dato risultati solo temporanei. Il secondo tentativo, invece, ha previsto un riscaldamento più intenso e prolungato. Per giorni, le immagini non mostrarono alcun segnale di ripresa, poi, all’improvviso, tutto è cambiato.
A ridosso del sorvolo di Io, la qualità delle immagini ha cominciato a migliorare. La JunoCam era tornata operativa, giusto in tempo. Il 30 dicembre 2023, la sonda Juno ha volato a soli 1.500km dalla superficie della luna, e ha restituito immagini mai viste prima. Parliamo di rilievi montuosi ghiacciati, campi di lava, dettagli nitidi del polo nord di Io. Il risultato ha superato ogni previsione. Una fotocamera considerata secondaria, poco più di un esperimento divulgativo, ha contribuito in modo determinante alla scienza planetaria. Il successo della NASA dimostra che, anche nello spazio profondo, l’audacia può fare la differenza.
