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Per anni ho usato dispositivi Apple senza mai metterli in discussione. iPhone, MacBook, iPad, Apple Watch… tutto funzionava in modo fluido, integrato, coerente. E quando sono uscite le AirPods Max, non ho esitato. Ho voluto subito provarle, convinto che sarebbero state l’unica scelta logica per chi, come me, vive immerso in quell’ecosistema. O meglio: le ho comprate in sconto qualche tempo fa a circa 399€ (ho la versione con Lightning port e mi va bene così, o perlomeno lo pensavo). E invece, dopo un lungo confronto, oggi porto con me le Nothing Headphone (1). Ecco perché.
Le aspettative alte nei confronti di Apple (e le prime crepe)
Le AirPods Max sono un prodotto pensato per chi vuole il massimo, almeno sulla carta. Quando le ho indossate per la prima volta, ho subito apprezzato la cura dei materiali: metallo, tessuto, cerniere precise. Sembrano progettate per durare. E in effetti trasmettono una solidità che pochi altri prodotti riescono a dare.
Ma c’è un problema che si è insinuato piano piano: l’ingombro (e il peso=. Sono pesanti, tanto da farmi venire voglia di toglierle dopo un’ora. Con questo caldo afoso a Roma poi, non ne parliamo. Non resisto neanche il tempo di mezza playlist su Spotify. In palestra? Manco a parlarne. La fascia in tessuto allevia un po’ la pressione, ma non abbastanza. E soprattutto, nel tempo, mi sono accorto che preferisco qualcosa di meno impegnativo da portare in giro, più flessibile e comodo. La custodia semi-aperta, poi, è un non-senso.

Confronto Nothing Headphone (1) vs AirPods Max di Apple
Nothing Headphone (1): l’opposto in tutto
Quando ho iniziato a provare le Nothing Headphone (1) non avevo aspettative particolari. Volevo solo capire se fossero davvero più “leggere”, nel senso pratico e mentale del termine. E lo sono.
La prima cosa che ho notato è stata la comodità immediata: peso ben distribuito, materiali leggeri ma piacevoli, padiglioni ampi ma mai soffocanti. Dopo due ore di uso continuativo, le dimentico quasi. E questo, per me, è già metà dell’esperienza.
Il design trasparente, tipico di Nothing, potrebbe piacere o meno. A me fa impazzire: rompe la monotonia degli accessori tech che sembrano tutti uguali. Ma non è solo estetica: mi danno l’idea di un oggetto “aperto”, meno autoreferenziale. Le ho sempre con me, sempre. Così come il Nothing Phone (3). La bellezza è qualcosa di oggettivo, forse.

Confronto Nothing Headphone (1) vs AirPods Max di Apple
Qualità audio: la vera sorpresa
Partiamo da una premessa: le AirPods Max suonano bene, molto bene. L’audio è pieno, dettagliato, con un equilibrio che rende piacevole qualsiasi genere musicale. Il problema è che spesso mi sembrano troppo filtrate, troppo precise. Come se stessi ascoltando una versione “pulita” e levigata di tutto, che a lungo andare perde un po’ di anima.
Con le Nothing, la sensazione è diversa. Il suono è più vivo, più diretto, con un profilo leggermente più aperto sulle alte frequenze. I bassi ci sono, ma non coprono tutto. È un suono che mi coinvolge di più, anche se magari meno “hi-fi” nei termini classici. Ho notato, ad esempio, che con brani dal vivo o registrazioni meno perfette, le Nothing restituiscono più realismo, più spazio, più aria. Non ho mai avuto l’impressione di ascoltare dentro una stanza chiusa. Certo, io preferisco le AirPods per molte canzoni, ma le cuffie di Carl Pei hanno una personalità e il merito è anche di KEF.
Cancellazione attiva del rumore: differenze sottili, ma percepibili
Apple ha fatto un lavoro eccellente con l’ANC delle AirPods Max. In aereo o in treno, sono ancora tra le migliori. Eliminano frequenze basse e continue quasi alla perfezione. Ma mi disturbano le micro-variazioni quando c’è vento o si cammina per strada: il suono “pompato” dell’ANC si altera e diventa innaturale.
Le Nothing Headphone (1) fanno un buon lavoro, e anche se l’ANC non è al livello delle Max, mi restituisce un’esperienza più coerente e prevedibile. Il passaggio tra modalità trasparenza e cancellazione è fluido, e in generale non ho mai sentito l’effetto di pressione tipico dei sistemi ANC aggressivi. E poi, quando voglio ascoltare solo un po’ meno rumore e non isolarli del tutto, il controllo tramite app è più intuitivo.

Confronto Nothing Headphone (1) vs AirPods Max di Apple
Lato smart: Apple vince, ma…
L’integrazione delle AirPods Max con iOS è impeccabile: passaggio automatico da iPhone a Mac, condivisione dell’audio, comandi rapidi e Siri sempre pronto. Tutto funziona al primo colpo. Anche l’audio spaziale è ben fatto, anche se lo uso meno di quanto pensassi.

Confronto Nothing Headphone (1) vs AirPods Max di Apple
Le Nothing, su questo, sono più limitate. Non c’è passaggio automatico e ovviamente non sono native per iPhone. Però, e qui sta la sorpresa, funzionano comunque bene. Si connettono in modo stabile, la latenza è bassa, e l’app di Nothing mi dà accesso a controlli personalizzabili, EQ, aggiornamenti OTA, il tutto in un’interfaccia chiara e moderna. AMO L’APP NOTHING X. Lo devo scrivere in maiuscolo se no non rende.
Autonomia e ricarica
Apple dichiara fino a 20 ore con ANC, e più o meno ci siamo. Ma la porta Lightning è un fastidio continuo. A casa carico tutto con USB‑C, e l’unico accessorio che richiede il cavo Apple resta proprio lui.

Confronto Nothing Headphone (1) vs AirPods Max di Apple
Le Nothing Headphone (1) durano circa 40 ore senza ANC, e 25–30 con la cancellazione attiva. Ma soprattutto si ricaricano con USB‑C, velocemente. In mezz’ora torno quasi al 100%. Questo fa davvero la differenza quando le dimentico scariche prima di uscire.
L’ecosistema conta, ma fino a un certo punto
Per uno abituato a vivere dentro Apple, scegliere un accessorio esterno è sempre una forzatura. Ma mi sono reso conto che non tutto deve essere integrato al 100% per funzionare bene. Le Nothing Headphone (1) mi seguono ovunque, anche su Android quando serve, senza mai farmi perdere tempo. Sono più leggere, più discrete, mi affaticano meno e hanno un carattere sonoro che preferisco.
Le AirPods Max restano un ottimo prodotto, ma nel mio uso quotidiano sono diventate più un oggetto da scrivania che da zaino. Le Nothing, invece, vivono con me. Capite la differenza, si? E poi il prezzo: le AirPods costano circa 579€, le Nothing solo 299€. E ho detto tutto.








Conclusione
Dopo settimane di confronto, ho scelto le Nothing Headphone (1). Non perché siano perfette, ma perché mi rendono le giornate più semplici, leggere e sonore. Hanno un suono coinvolgente, sono comode da indossare a lungo, si ricaricano velocemente e non mi vincolano a un cavo proprietario. E soprattutto, non mi fanno sentire intrappolato in un ecosistema, ma parte di un’esperienza aperta, libera e personale. E poi: SONO BELLE DA IMPAZZIRE.

