Il fascino del vintage applicato alle action cam è una trovata che può funzionare, e Insta360 ci ha provato con un accessorio pensato per trasformare la piccola Insta360 Go 3S in qualcosa che ricorda le fotocamere a pellicola di una volta. Il nuovo Retro Viewfinder è un mirino ottico che si aggancia alla action cam e permette di inquadrare i soggetti guardando dall’alto verso il basso, proprio come si faceva con certe macchine fotografiche classiche. L’idea è intrigante, su questo non ci sono dubbi. Ma tra il concetto e la resa pratica, qualche problema c’è.
Insta360 Go 3S, per chi non la conoscesse, è una action cam compatta a forma di pillola con registrazione in 4K, lanciata a giugno 2024 come evoluzione del modello precedente. Nonostante l’arrivo della Go Ultra con sensore più grande e frame rate superiori, la Go 3S resta in catalogo come alternativa più piccola e comunque molto capace. Adesso, con il Retro Viewfinder, Insta360 prova ad allargarne l’appeal trasformandola in una sorta di fotocamera tascabile da passeggio.
Il Retro Viewfinder è disponibile singolarmente a circa 45 euro, oppure come parte del nuovo Go 3S Retro Bundle che parte da circa 280 euro per la versione da 64GB (la 128GB costa circa 300 euro). Per fare un confronto, lo Standard Bundle che include lo stesso modello di Insta360 Go 3S insieme all’Action Pod con schermo LCD costa circa 330 euro.
Come funziona il mirino e dove emergono i limiti
Il meccanismo è semplice: Insta360 Go 3S si inserisce nella parte frontale dell’accessorio, tenuta in posizione da un magnete piuttosto forte (niente agganci a molla, ma durante test di scuotimento vigoroso la cam è rimasta ben salda). A quel punto, invece di portare il mirino all’occhio, lo si tiene all’altezza del petto e si guarda verso il basso per comporre l’inquadratura. Il pannello frontale della Go 3S funziona come pulsante di scatto: una pressione singola per le foto, doppia pressione per avviare e fermare la registrazione video.
Ed è proprio qui che cominciano le note dolenti. L’angolo di visione del mirino è estremamente limitato. Basta inclinare il Retro Viewfinder di appena 15 o 20 gradi in qualsiasi direzione per non vedere più nulla. L’immagine nel mirino, inoltre, risulta capovolta in orizzontale, il che rende piuttosto complicato capire intuitivamente come spostare la fotocamera per posizionare il soggetto dove si vuole nell’inquadratura. Anche dopo una settimana di utilizzo, il processo resta molto simile a un tentativo alla cieca.
Il campo visivo grandangolare di Insta360 Go 3S, poi, non aiuta affatto il mirino a restituire un’anteprima fedele di ciò che si sta fotografando. Durante una passeggiata serale, nel tentativo di catturare profili di alberi e un bel cielo nuvoloso, le foto finali includevano persone, case e auto che si era cercato deliberatamente di escludere. Si può sistemare tutto con un ritaglio rapido nell’app Insta360, certo, ma è un po’ paradossale per un accessorio nato proprio per rendere l’inquadratura più precisa. Anche con i selfie la situazione migliora solo parzialmente: si può usare la lente frontale come specchio, ma i riflessi scuri rendono difficile comporre lo scatto, soprattutto al chiuso.
Autonomia e gestione delle impostazioni: non tutto fila liscio
La batteria resta un punto debole. Anche con la clip di ricarica inclusa nel bundle, che porta la capacità da 310 mAh a oltre 700 mAh, durante un’ora di passeggiata si riescono a scattare circa 150 foto prima che la cam si spenga completamente. Registrare video in 4K consuma ancora più rapidamente, così come la connessione all’app mobile di Insta360.
Per modificare qualsiasi impostazione, compresi filtri che emulano la pellicola o profili colore diversi, serve una connessione Wi-Fi diretta con lo smartphone. Il Retro Viewfinder integra un tag NFC nascosto che velocizza il collegamento all’app con un semplice tocco (servono comunque dai 15 ai 20 secondi per completare la connessione), ma resta molto meno pratico rispetto all’Action Pod, il cui touchscreen permette di accedere alla maggior parte delle impostazioni direttamente dal dispositivo.
Trasformare Insta360 Go 3S in una fotocamera tascabile dal sapore retrò è un’idea furba, soprattutto considerando quanto vanno forte le piccole fotocamere vintage come la Charmera di Kodak. Ma il Retro Viewfinder riesce soprattutto a rendere la Go 3S più comoda da impugnare, mentre le altre funzionalità lasciano spesso a desiderare. Per chi possiede già la cam, il prezzo dell’accessorio singolo è abbastanza contenuto da giustificare una prova. Ma spendere circa 50 euro in più per il bundle con l’Action Pod resta la scelta più sensata, indipendentemente dall’uso che si intende fare della fotocamera.
