Quando pensiamo al lancio di un razzo, viene spontaneo immaginare un’enorme macchina tecnologica che sfreccia verso lo spazio, spinta da fuoco e fiamme. Ma la verità è un po’ diversa — e anche un po’ più frustrante, se vogliamo. Perché la maggior parte della massa di quel razzo… è carburante. Sì, proprio così: meno del 2% di quello che parte da Terra arriva davvero nello spazio. Tutto il resto serve solo a vincere la gravità. Assurdo, no?
Auriga Space rivoluziona i lanci con pista magnetica a 6 volte la velocità del suono
Proprio da questo “spreco” parte la missione di Auriga Space, una giovane azienda americana che vuole cambiare il modo in cui ci affacciamo all’universo. La sua fondatrice, Winnie Lai, ha un’idea piuttosto ambiziosa: costruire un sistema di lancio in cui, prima ancora di accendere i motori, il veicolo venga sparato su una pista magnetica fino a sei volte la velocità del suono. Sì, hai letto bene: sei volte la velocità del suono, senza una goccia di propellente.
Il sistema si basa sulla levitazione magnetica, un po’ come quella dei treni superveloci che fluttuano sui binari. Solo che in questo caso la pista è lunga e inclinata, e invece di un treno c’è un razzo pronto a farsi lanciare nel cielo. Il bello è che tutta l’energia per questa prima spinta arriva da terra, da fonti elettriche. Una volta in aria, quando il grosso del lavoro è fatto, entra in azione il motore del razzo. Risultato? Meno carburante, meno costi, meno rifiuti. E molta più efficienza.
Non è solo fantascienza: la visione ha già attirato finanziamenti importanti — oltre sei milioni di dollari. Tra gli investitori ci sono anche realtà europee e programmi militari americani, interessati soprattutto al potenziale per i test ipersonici e i lanci “last minute”, utilissimi in ambito strategico. Nei prossimi mesi vedremo nascere i primi prototipi di pista: Prometheus per i test indoor e Thor per quelli all’aperto. E in futuro? Il sistema completo si chiamerà Zeus. Niente di meno.
Auriga non è sola in questa corsa, certo. Ci sono anche chi prova con le centrifughe spaziali o addirittura i cannoni. Ma la strada che sta tracciando sembra avere qualcosa di più concreto. Chissà, magari un giorno i lanci spaziali saranno più simili a una corsa su rotaia che a un’esplosione. E forse sarà proprio grazie a un’idea folle che l’accesso allo spazio diventerà davvero alla portata di tutti.
