C’è sicuramente tanta attesa per i nuovi dispositivi di Apple in arrivo a settembre ma quello di cui si sta parlando di più è senza ombra di dubbio iPhone 17 Air. Proprio in queste ore si sta discutendo moltissimo sulla scelta del colosso americano di utilizzare al suo interno una nuova ed innovativa batteria al silicio-carbonio. Questa arriverebbe infatti per la prima volta all’interno di un dispositivo di casa Apple. Ci sono diversi aspetti che lascerebbero pensare ad un grande upgrade, ma in realtà non tutto sembrerebbe convin
Secondo diverse fonti, queste batterie presentano un compromesso non trascurabile: una durata inferiore nel tempo. La deformazione del silicio utilizzato, che arriva infatti con il tempo, porta alla sua stessa deformazione, causando quindi una riduzione dei garantiti dall’azienda fino al 40% in meno rispetto al solito.
Le scelte di Apple tra efficienza energetica e progettazione estrema
Apple punta da sempre su un design sottile e compatto, e con iPhone 17 Air sembrerebbe voler spingersi ancora oltre. Ma l’integrazione di una batteria meno longeva solleva interrogativi sul piano dell’affidabilità nel lungo periodo. L’aggiunta di qualche millimetro in più allo spessore avrebbe forse permesso l’adozione di celle più stabili, allungando concretamente la vita operativa del dispositivo.
È chiaro che Apple può contare su una gestione software molto raffinata. A partire dal cosiddetto batterygate, la casa di Cupertino ha introdotto strumenti per il monitoraggio della salute batteria e per gestire le prestazioni quando l’accumulatore inizia a deteriorarsi, lasciando la scelta all’utente se preservare l’autonomia o mantenere prestazioni massime.
Dal punto di vista dell’efficienza, Apple continua a eccellere con SoC ARM altamente ottimizzati, in grado di offrire prestazioni elevate con consumi contenuti, anche grazie all’assenza di ricariche ultra rapide che generano calore e stress elettrico. Una scelta controcorrente, ma coerente con la volontà di mantenere stabilità termica ed evitare eccessiva usura dei componenti interni.
Il punto resta aperto: vale davvero la pena puntare su una batteria più compatta a scapito della longevità, solo per guadagnare qualche grammo e un paio di millimetri in meno? I test reali diranno se questa scommessa avrà successo.
