Come molti utenti ben sanno, a partire dal 14 ottobre prossimo, il supporto ufficiale per Windows 10 verrà ufficialmente interrotto. Ciò significa che dopo 10 anni di aggiornamenti continui e più, il sistema operativo non riceverà più alcun tipo di update relativo alla sicurezza. C’è un problema: la metà dei computer utilizzati dagli utenti semplici e il 40% di quelli utilizzati in azienda, non hanno ancora effettuato il passaggio Windows 11.
Chi è già pronto e chi invece è in ritardo
Alcuni settori si stanno muovendo con maggiore rapidità. Istruzione e tecnologia mostrano una transizione più avanzata, con il 77% e il 73% dei dispositivi già aggiornati a Windows 11. Al contrario, comparti come la sanità e la finanza faticano a tenere il passo: qui, oltre la metà dei sistemi è ancora ferma alla versione precedente.
Il dato positivo è che l’87% dei PC non ancora aggiornati sarebbe tecnicamente compatibile con Windows 11, il che significa che per la maggior parte degli utenti non è necessario acquistare nuovo hardware. Restano comunque esclusi il 25% dei dispositivi consumer e il 24% di quelli aziendali, che non soddisfano i requisiti minimi.
Estensione del supporto e soluzioni a pagamento
Microsoft ha previsto un programma di aggiornamenti estesi (ESU), che consente alle aziende di ricevere patch fino al 2028. Il servizio avrà un costo crescente: si parte da 61 euro per dispositivo nel primo anno, cifra che raddoppierà ogni anno successivo.
Per i consumatori, invece, sarà disponibile un’estensione di un solo anno, a circa 30 euro oppure gratuitamente in cambio di 1000 punti Microsoft Rewards o l’attivazione della sincronizzazione con un account Microsoft.
Rischi e scenari futuri
Oltre alla sicurezza, bisogna considerare anche l’impatto sulla compatibilità con software e driver. Microsoft ha già comunicato che Office non riceverà nuove funzionalità su Windows 10 a partire dal 2026. Inoltre, molte applicazioni di terze parti potrebbero abbandonare il supporto alla vecchia piattaforma, accelerando l’obsolescenza.
Il tempo a disposizione si riduce, ma resta comunque l’opportunità di pianificare un aggiornamento o valutare il passaggio a soluzioni alternative, evitando di rimanere bloccati su un sistema che non evolverà più.
