Le missioni nello Spazio permettono di conoscere sempre più dettagli dell’universo. In tale scenario, alcune missioni sono particolarmente rivoluzionarie. Soprattutto quando permettono di conoscere meglio pianeti come Marte. A tal proposito, è importante ricordare l’importante missione del 14 luglio 1965. Sessant’anni fa, infatti, la sonda Mariner 4 della NASA ha mostrato il vero aspetto di Marte. Un’impresa che ha permesso di comprendere davvero il Pianeta Rosso. La sonda ha impiegato più di sette mesi. Riuscendo a coprire oltre 500 milioni di chilometri nello spazio. Il suo obiettivo era volare accanto a Marte e raccogliere immagini e dati. Ciò al fine di comprendere cosa nascondesse davvero quel piccolo punto rosso nel cielo notturno. Mariner 4 ci riuscì, sorvolando il pianeta a meno di diecimila chilometri di distanza e iniziando subito dopo a trasmettere le sue rilevazioni alla Terra.
Dettagli sulla missione che ha permesso di conoscere Marte
Le immagini inviate, 22 in totale, vennero ricevute sotto forma di numeri grezzi, trasformati poi dal team del Jet Propulsion Laboratory in immagini tangibili. Le strisce di carta stampate vennero colorate a mano per ottenere una rappresentazione visiva dell’insolito paesaggio. Le aspettative erano alte, ma il risultato fu un pugno nello stomaco per molti. Nessuna distesa verde, nessuna struttura artificiale, nessuna atmosfera densa. Solo un paesaggio craterizzato, gelido e spoglio, molto simile a quello lunare. I dati radio confermarono un’atmosfera tenue e irrespirabile, demolendo l’idea che Marte potesse ospitare una civiltà. Quelle immagini sfocate ma storiche sancirono la fine del mito e l’inizio dell’indagine scientifica.
Il contributo decisivo venne anche da Robert Leighton, scienziato del Caltech, che intuì l’importanza delle immagini nel rendere l’impresa accessibile al grande pubblico. Fu proprio la fotocamera, inizialmente non prevista, a rendere la missione memorabile. Anche se il sogno marziano si frantumò, la conoscenza fece un salto in avanti. Quello sguardo ravvicinato aprì la strada alle missioni future. In quel momento, Marte divenne reale e concreto.
