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Intel e il sorpasso di NVIDIA: una corsa persa in partenza
Per Intel, la riduzione del personale dovrebbe garantire un risparmio superiore a 1,5 miliardi di dollari su base annua. I fondi saranno reinvestiti per rendere l’ azienda più agile, autonoma e capace di reagire alle sfide del mercato. Una scelta che ovviamente nasconde una crisi profonda. Il 2024 infatti, è stato un anno nero. La società ha registrato una perdita di oltre 16 miliardi di dollari e il valore delle azioni è crollato del 60%. Il piano “lacrime e sangue” di Tan appare così come un’ultima possibilità per rimettersi in piedi e cercare di riconquistare il potere, la competitività e la fiducia di un tempo.
Le parole del CEO Lip-Bu hanno scosso anche gli azionisti più ottimisti. Durante una comunicazione interna, il manager ha dichiarato, senza mezzi termini, che Intel non può più aspirare a competere con NVIDIA nel campo dell’AI. L’azienda guidata da Jensen Huang ha ormai conquistato una posizione dominante nel settore, raggiungendo una valutazione di 4.000 miliardi di dollari.
Per reagire, Intel ha avviato una nuova startegia. Il suo piano punta sull’AI edge e agentica, spostando l’attenzione dai data center ai dispositivi locali. Si tratta di una scelta difensiva, con cui Intel cerca di ritagliarsi una nicchia nel settore AI, ormai dominato dalla concorrenza. I nuovi dirigenti, appena nominati, avranno il compito di guidare questo cambiamento. Ma non sarà facile.








