A quanto pare sono in arrivo buone notizie per la nota società californiana, quest’ultima sembra sia pronta a riprendere le vendite dei chip per l’intelligenza artificiale alla Cina, questa notizia è stata diffusa dalla società stessa tramite un post sul proprio blocco ufficiale e arriva dopo mesi decisamente caldi a causa dei blocchi imposti dal governo americano proprio sulle esportazioni di questa tipologia di chip verso la Cina per paura che venissero utilizzati a scopi militari, nello specifico sembra però che la società abbia trovato il modo per tornare a vendere questi chip alla nazione orientale.
Cosa è cambiato
Nel post pubblicato sul blog ufficiale, la società ha affermato che le autorizzazioni del governo dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, in concomitanza la società annunciato una nuova linea di acceleratori chiamati RTX Pro pensati proprio per la Cina che è completamente in regola con le norme pesantemente restrittive imposte dall’America, il tutto ovviamente con la speranza che il governo Trump non imponga nuovamente ulteriori restrizioni nei prossimi mesi, una paura decisamente fondata, visto che negli ultimi tempi l’amministrazione attualmente in vigore in USA si è mostrata particolarmente volatile.
Il protagonista di tutte queste indiscrezioni è proprio il chip H20, la società l’aveva progettato apposta per il mercato cinese però poi il governo americano aveva imposto nuove restrizioni che lo avevano reso illegale, ciò aveva provocato una vera e propria corsa al prodotto prima che venisse proibito, nonostante tutto però la società ci ha rimesso diversi miliardi per un totale che oscilla tra i cinque e i 15.
A fare la differenza probabilmente è stato l’attuale amministratore delegato, nonché fondatore di Nvidia Jensen Huang, il quale è riuscito ad ottenere la sospensione del blocco grazie ad una cena con il presidente Trump, come se non bastasse anche promesso all’amministrazione la costruzione di datacenter sul suolo americano per un investimento pari a 500 miliardi di dollari, come se non bastasse, probabilmente per tirare acqua al proprio mulino, recentemente ha rilasciato delle dichiarazioni dove affermava che i chip H20 non erano necessari per portare avanti i progetti militari dal momento che bastavano processori con molta meno potenza di calcolo.
