Negli ultimi anni ci siamo abituati a sentire parlare di intelligenze artificiali come se fossero creature magiche, ma la verità è che dietro ogni algoritmo brillante c’è un’enorme quantità di calcoli, energia e… spazio. Tanto spazio. Ed è proprio di questo che si sta occupando Meta, che ha appena annunciato qualcosa di davvero colossale: la costruzione di Hyperion, un data center talmente grande da occupare un’area paragonabile a buona parte di Manhattan. A dirlo è stato lo stesso Zuckerberg, con un post su Threads che – va detto – ha fatto subito rumore.
Meta costruisce Hyperion, data center gigante per spingere l’AI
Hyperion sarà il cuore pulsante del nuovo laboratorio AI di Meta, il Superintelligence Lab, una struttura che promette di attirare i nomi più grandi del settore e, si presume, generare modelli di intelligenza artificiale sempre più avanzati. Il progetto prenderà forma in Louisiana, probabilmente nella Richland Parish, dove Meta aveva già messo piede con un investimento da 10 miliardi di dollari. E non si parla di qualche server aggiunto qua e là: entro il 2030 Hyperion dovrebbe già raggiungere 2 gigawatt di potenza computazionale, con l’obiettivo finale di arrivare a 5. Per dare un’idea, è l’equivalente energetico di milioni di case.
Ma non è l’unico progetto in cantiere. In Ohio sta per arrivare anche Prometheus, un altro super data center da 1 GW, pronto a partire nel 2026. Insomma, Meta sta costruendo una rete di veri e propri templi digitali, cercando di tenere il passo con giganti come OpenAI, Google DeepMind e compagnia. L’obiettivo? Avere la potenza di fuoco necessaria per addestrare modelli sempre più sofisticati, e magari diventare il punto di riferimento per i talenti emergenti del settore.
Tutto molto ambizioso, certo. Ma c’è un lato meno scintillante in questa corsa all’AI: il costo ambientale. Queste strutture richiedono una quantità spaventosa di energia e risorse idriche. In Georgia, un altro data center Meta ha finito per prosciugare le falde acquifere di Newton County. E non è un caso isolato: anche CoreWeave, in Texas, sta facendo i conti con gli impatti di un’espansione aggressiva.
Nonostante ciò, l’appoggio politico non manca. L’amministrazione Trump si è schierata apertamente a favore di questo sviluppo, parlando di intelligenza artificiale come della “nuova frontiera energetica”. C’è chi la chiama innovazione, chi conquista tecnologica. Ma resta il fatto che, mentre l’AI diventa sempre più intelligente, noi dovremo capire come farle spazio — fisicamente, energeticamente e, soprattutto, responsabilmente.
