C’è un certo silenzio che fa rumore. Quello che si sente quando spariscono documenti, dati, rapporti. E no, non stiamo parlando di un episodio di X-Files, ma della realtà: la NASA ha deciso di non occuparsi più delle valutazioni nazionali sui cambiamenti climatici. Quei rapporti dettagliati che spiegavano cosa sta succedendo all’ambiente, come ne siamo coinvolti e – almeno sulla carta – cosa si stava facendo per rimediare. Tutto questo, semplicemente, non verrà più aggiornato né pubblicato. E se vi sembra una piccola notizia tecnica, ripensateci.
Cambiamenti climatici ignorati: NASA cancella i report, l’EPA accende sospetti
Il sito che li ospitava, globalchange.gov, doveva passare tutto alla NASA. Almeno così era stato detto. Poi, con una certa nonchalance, la portavoce dell’agenzia ha fatto retromarcia: “Non è mai stato nostro compito ospitare quei dati. E non inizieremo ora”. Tradotto: fine del servizio. Come se cancellare la pagina significasse cancellare anche il problema.
Il rapporto più recente è del 2023. Doveva essere il quinto di una lunga serie. Il sesto, in lavorazione, è fermo da mesi, forse per sempre. Mancano i fondi, bloccati dopo i tagli dell’amministrazione Trump. E sì, viene spontaneo pensare che non sia solo una questione di budget. Perché qui si respira una certa voglia di togliere di mezzo il cambiamento climatico non tanto dal pianeta, quanto dai radar pubblici.
E infatti, mentre da una parte spariscono i report scientifici, dall’altra spuntano strane priorità. Come quella dell’EPA – l’agenzia per la protezione ambientale – che ha appena pubblicato un’intera sezione dedicata alle scie di condensazione e alla geoingegneria. Sì, proprio quelle scie che per alcuni sarebbero la prova che “ci stanno avvelenando dall’alto”. E no, la nuova pagina non conferma queste teorie, ma è curioso che venga dato così tanto spazio a un tema finora relegato ai forum cospirazionisti.
Il risultato? Un clima – e stavolta non solo meteorologico – sempre più torbido. In cui si smette di parlare di dati concreti e si alimenta il fuoco del sospetto. Come se la narrazione contasse più della realtà. E mentre si discute se le alluvioni siano “volute” da chissà chi, il vero nemico – il riscaldamento globale – continua a fare il suo corso, ignorato ma non meno pericoloso.
