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Cybercriminali sottraggono dati alle PMI in cambio di bitcoin
Una volta penetrati nel sistema, gli hacker riuscivano a spostarsi all’interno della rete sfruttando i privilegi di accesso acquisiti. Ciò fino a compromettere interamente il server. Il risultato era la totale paralisi operativa dell’azienda colpita. Le realtà coinvolte erano attive in ambiti molto diversi. Tra cui il settore grafico, il cinema, l’organizzazione di eventi e le associazioni per i diritti civili. In ciascun caso, gli attaccanti richiedevano un riscatto di 0,025 Bitcoin per decriptare i file. Una somma volutamente contenuta per incentivare il pagamento rapido e moltiplicare le estorsioni.
Grazie alla collaborazione con Europol e con le forze dell’ordine francesi e rumene, gli inquirenti italiani hanno potuto monitorare le transazioni in criptovalute e seguire le tracce digitali lasciate dal gruppo. Dopo mesi di indagini, le autorità sono riuscite a identificare diversi membri del team, arrestando un individuo mentre era intento a compromettere un NAS a Bucarest. L’analisi dei dispositivi sequestrati ha portato alla scoperta di un portale online utilizzato per la generazione automatica dei messaggi di riscatto. Comprensivi delle istruzioni per il pagamento e della richiesta di prova del versamento effettuato. L’intervento della magistratura milanese sottolinea la gravità crescente degli attacchi digitali anche nei confronti di imprese di dimensioni contenute.










