È un dato allarmante quello che emerge da una recente indagine condotta da mUp Research per conto di Facile.it. Oltre 10 milioni e 700 mila italiani guidano un’auto che ha più di quindici anni, pari al 41% del campione analizzato. In alcune aree del Paese, questa percentuale supera addirittura il 43%, con un picco tra i residenti del Sud e delle isole. Il fenomeno interessa in modo particolare anche gli over 65, dove quasi un automobilista su due utilizza ancora un mezzo così datato. I rischi di tutto ciò sono davvero tanti. In quanto si parla di una maggiore pericolosità su strada, più emissioni nocive nell’aria e costi assicurativi più elevati.
Il legame affettivo con l’auto e la falsa efficienza
Infatti è stato riscontrato che l’assicurazione per un’auto di 14 anni costa in media il 17% in più rispetto a una di 10 anni. Si passa da 359€ a ben 421€ in appena quattro anni di differenza. Un aumento che grava sulle tasche degli automobilisti, già messi a dura prova da spese quotidiane. Nonostante ciò, il mercato dell’auto in Italia continua a rallentare, mentre il parco circolante invecchia rapidamente, con effetti negativi sul piano ambientale e sulla sicurezza stradale.
Sorprendentemente, non sono solo le difficoltà economiche a spiegare perché gli italiani non cambiano auto. La motivazione più diffusa è che il proprio veicolo “funziona ancora bene”. Lo afferma il 59,4% degli intervistati, con punte oltre il 65% nel Nord Ovest. Solo in seconda battuta si parla di problemi economici, segnalati dal 25,8% del campione. La questione è particolarmente rilevante tra i giovani dai 18 ai 24 anni, dove quasi un terzo cita il fattore economico, e nel Mezzogiorno, dove la percentuale supera il 32%.
C’è poi un altro elemento da considerare, ossia il basso utilizzo del mezzo. L’11,5% dichiara di non cambiare auto semplicemente perché la usa poco. La percentuale cresce nei grandi centri urbani e tra gli anziani, soprattutto nella fascia 65-74 anni, dove raggiunge il 22,4%. In queste aree, l’abitudine a utilizzare i mezzi pubblici riduce ulteriormente l’urgenza di rinnovare l’auto. Però, questa scelta apparentemente razionale contribuisce al mantenimento di un parco veicoli inefficiente. Il quale risulta essere poco sicuro e poco ecologico, con tutte le conseguenze che ne derivano.
