In un angolo assolato di Palo Alto, tra scatoloni pieni di circuiti, sacchi a pelo arrotolati e caffè consumato fino all’ultima goccia, un piccolo team di ingegneri sta provando a fare qualcosa che di solito si legge solo nei comunicati delle big tech: costruire un robot umanoide. Non per l’industria, non per la NASA, ma per casa tua. Proprio così: tostapane incluso.
K-Bot vuole cambiare la vita quotidiana, partendo dal basso
Il progetto si chiama K-Bot e nasce da K-Scale Labs, una startup che ha più sogni che fondi, ma che è riuscita a convincere persino Y Combinator a credere nella loro visione. Il fondatore Benjamin Bolte non si muove in giacca e cravatta tra uffici in vetro, ma in jeans e felpa tra una scrivania e una piastra per saldature. Eppure, è lì che sta nascendo qualcosa che potrebbe davvero cambiare il nostro modo di vivere.
Il K-Bot non promette miracoli, almeno non subito. Ma promette di iniziare con il piede giusto: camminare, bilanciarsi, eseguire comandi vocali, rispondere tramite app. E già questo, per un robot open-source, costruito fuori dalle grandi industrie, è un bel colpo. Il rilascio è previsto per novembre 2025, e il piano è chiaro: arrivare a un’autonomia quasi completa entro il 2028. Tradotto: un robot che riesce a cavarsela in casa senza che tu debba intervenire ogni dieci minuti.
Non aspettarti un colosso di metallo: K-Bot è alto 1 metro e 40, pesa 34 chili e può sollevare fino a 10. La sua mente è un mix di telecamere, sensori, microfoni e software aggiornabile, pensato per evolversi nel tempo. Ha un’autonomia di circa quattro ore e un costo stimato attorno ai 10.250 euro. Non esattamente economico, ma neanche da fantascienza.
E per chi sogna senza budget, c’è lo Z-Bot: una versione ridotta, pensata per sviluppatori e hobbisti, venduta a 930 euro. Piccolo, ma ambizioso, entra nel ring insieme ad altri progetti simili come HopeJr di HuggingFace, ma con un prezzo che suona come una dichiarazione: la robotica può essere per tutti. Anche per chi lavora in garage.
