C’è un’attesa strana, quasi elettrica, che accompagna chi sta per lasciare la Terra per la prima volta. Un misto di eccitazione, tensione, stupore anticipato. Zena Cardman lo sente da anni, quel richiamo. E ora ci siamo davvero: sarà lei a comandare Crew-11, la prossima missione congiunta NASA-SpaceX, con lancio fissato per il 31 luglio. Insieme a lei, anche il cosmonauta russo Oleg Platonov, anche lui al debutto nello spazio. Ma non saranno soli: condivideranno questo viaggio straordinario con due “veterani” navigati, Mike Fincke e Kimiya Yui, che lo spazio lo conoscono bene, ma che non vedono l’ora di rivederlo con occhi nuovi – quelli dei due “novellini”.
SpaceX e NASA decollano ancora: Crew-11 verso i 25 anni della ISS
Fincke, in particolare, ha alle spalle 382 giorni in orbita, e racconta con una tenerezza quasi paterna quanto sia impaziente di vedere le reazioni dei compagni al primo sguardo verso la Terra da lassù. “È qualcosa che non si dimentica. Voglio essere lì con loro, nel momento in cui si rendono conto di quanto è tutto reale. Immenso. Magico.”
Il razzo Falcon 9 che li porterà nello spazio partirà dalla storica rampa 39A del Kennedy Space Center, in Florida. In cima, la Crew Dragon Endeavour, pronta per il suo sesto volo: un record, sì, ma anche una prova di quanto questa capsula sia diventata affidabile. Per l’occasione, è stata anche aggiornata, con nuovi paracadute pensati per rendere il rientro ancora più sicuro.
Il viaggio fino alla Stazione Spaziale Internazionale durerà circa 39 ore, un tragitto più lungo del solito, che permetterà al team di ambientarsi e prepararsi a una missione lunga e intensa. Una volta a bordo dell’ISS, si uniranno agli equipaggi delle spedizioni 73 e 74, e la loro routine sarà tutto fuorché ordinaria: esperimenti scientifici, manutenzioni quotidiane, raccolta dati, un’agenda fitta come quella di un laboratorio in continuo movimento… solo a 400 km sopra le nostre teste.
Nel frattempo, lo spazio attorno alla stazione è più affollato che mai. Il lancio di Crew-11 è stato addirittura anticipato per far posto a una successiva missione cargo, la CRS-33, che dovrà alzare l’orbita dell’ISS. È una mossa strategica, pensata per allungare la vita operativa della stazione e, in prospettiva, preparare con cura il suo rientro finale nell’atmosfera.
E proprio mentre saranno là fuori, il 2 novembre, accadrà qualcosa di speciale: la Stazione Spaziale Internazionale compirà 25 anni esatti di presenza umana ininterrotta. Un quarto di secolo di ricerca, collaborazione tra Paesi e sogni spaziali. E Crew-11 sarà lì, testimone silenzioso ma parte attiva di questa lunga, bellissima avventura chiamata spazio.
