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OpenAI: ecco cosa potrebbe cambiare con il nuovo accordo
Il gruppo guidato da Ive lavorerà a stretto contatto con sviluppatori e ingegneri di OpenAI. Ciò con l’obiettivo di ideare prodotti che non solo rispondano alle esigenze degli utenti. Ma che li ispirino e li rendano più capaci. In tal senso, la direzione è quella di superare gli attuali smartphone e computer, ormai considerati strumenti limitati rispetto a ciò che la tecnologia può offrire. La collaborazione promette di andare oltre l’aspetto puramente fisico dei prodotti. Tale alleanza punta a dare forma a una nuova generazione di dispositivi. I quali potrebbero essere capaci di incarnare appieno la filosofia dell’intelligenza artificiale.
Anche considerando l’entusiasmo iniziale, arrivare alla chiusura dell’accordo è stato complicato. La presentazione ufficiale, accompagnata da un video con Sam Altman e Jony Ive, è stata bruscamente interrotta. Ciò a causa di una controversia legale legata al nome scelto per la nuova azienda. Iyo, una startup legata a Google nel settore dei dispositivi audio, ha accusato Ive di violazione di marchio per l’uso del nome “io”. La conseguenza è stata la rimozione del materiale promozionale e la necessità di rinominare la società. Solo dopo tale aggiustamento è stato possibile finalizzare l’accordo.









