Sta succedendo davvero: il portafoglio digitale italiano, l’IT Wallet, sta per diventare realtà. Dopo mesi (se non anni) in cui sembrava solo una bella idea accennata nei convegni, finalmente qualcosa si muove. I ministeri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione stanno per firmare i due decreti attuativi che ne stabiliranno il quadro normativo. Nel frattempo, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha pubblicato le linee guida tecniche. In parole semplici? Le fondamenta del progetto sono pronte, e ora si inizia a costruire davvero.
Patente digitale e oltre: l’Italia prepara il portafoglio digitale europeo
Il piano è ambizioso: far partire una versione sperimentale dell’IT Wallet entro la fine del 2025, addirittura in anticipo rispetto al progetto europeo previsto per il 2026. E in effetti qualcosa è già visibile: se apri l’app IO, puoi già trovare lì dentro documenti come la patente, la tessera sanitaria, la carta europea della disabilità. Ma è solo l’inizio. I nuovi decreti apriranno la strada a una vera rivoluzione digitale: la possibilità di accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione attraverso un solo sistema unificato, chiamato “Entra con wallet”. E non solo. La patente digitale diventerà un documento riconosciuto al pari della carta d’identità, utile anche in aeroporto o agli sportelli pubblici.
In arrivo ci sono anche altri documenti: l’attestazione ISEE, i titoli di studio, i certificati scolastici, la residenza, l’iscrizione alle liste elettorali… tutto in formato digitale. Però, c’è da dirlo: tra il dire e il fare c’è di mezzo la digitalizzazione dei database pubblici, che non sempre è al passo. Ad esempio, il database dei titoli di studio universitari contiene solo quelli rilasciati dal 2010 in poi. Quindi chi si è laureato prima, per ora, resta fuori.
E poi c’è il tema della sicurezza. L’Unione Europea chiede standard altissimi. Oggi bastano SPID o CIE, ma in futuro potremmo aver bisogno di autenticazioni più sofisticate, tipo inquadrare fisicamente la carta con lo smartphone per dimostrare che siamo davvero noi.
In tutto questo, l’Italia vuole farsi trovare pronta anche per l’EUDI Wallet, il portafoglio digitale europeo che ci permetterà di viaggiare, partecipare a concorsi o accedere a servizi pubblici all’estero con i nostri documenti digitali. Un modo per semplificarci la vita, certo. Ma anche una sfida tecnologica e organizzativa che – questa volta – sembra sul serio partire con il piede giusto.
