La nuova scheda grafica NVIDIA RTX 5090, attesissima dai professionisti del rendering e dai gamer più esigenti, registra prestazioni inferiori alle attese soprattutto per quanto riguarda la produttività. I primi benchmark indipendenti, pubblicati da testate specializzate, segnalano un calo di efficienza fino al 25% in applicazioni come Blender, Premiere e CAD, rispetto a quanto stimato inizialmente.
La scheda, in realtà, brilla nel gaming, dove garantisce frame rate da record in 4K e 8K, con ray tracing elevato e supporto completo alla tecnologia DLSS 4. Una risoluzione, dunque, quasi perfetta o sicuramente di qualità. Tuttavia, nell’ambito della produttività, il salto generazionale rispetto alla RTX 4090 che l’ha preceduta risulta più contenuto del previsto, con differenze quasi trascurabili in alcuni flussi di lavoro.
Potenza elevata ma ottimizzazione ancora lontana per RTX 5090: delude nei benchmark produttivi, ottima solo per il gaming
Secondo gli esperti, le cause principali di questa performance sottotono registrata dalla nuova scheda NVIDIA sono driver non ancora pronti e ottimizzazioni software non complete per la nuova architettura basata su Blackwell. Inoltre, il consumo energetico della RTX 5090 è tra i più elevati mai registrati fino ad ora dall’azienda, anche rispetto alla concorrenza. Si parla di oltre 550W a pieno carico, un fattore che penalizza l’efficienza nelle sessioni prolungate.
Per i content creator e gli studi professionali, l’investimento nella RTX 5090 potrebbe quindi non essere ancora sensato e all’altezza, almeno fino a quando non arriveranno aggiornamenti in grado di sfruttarne tutto il potenziale e migliorare queste pecche non indifferenti. NVIDIA, dal canto suo, assicura che nuovi driver e strumenti di ottimizzazione sono effettivamente già previsti e in arrivo. L’azienda, nel frattempo, invita a considerare la RTX 5090 come una piattaforma ancora in evoluzione. Ma per ora, chi lavora con software professionali potrebbe preferire restare sulla 4090 o attendere il lancio delle versioni “Ti” e “Workstation”, invece di rischiare utilizzando la nuova versione.
