Quella di MindsEye è una storia che, a quasi un mese dall’uscita ufficiale, si è trasformata in un disastro. Atteso come il nuovo caposaldo del genere open world in stile GTA, il titolo sviluppato da Build a Rocket Boy non solo non ha mantenuto le promesse, ma è stato accolto da critiche durissime. Scenario che lo ha portato ad essere rapidamente considerato uno dei peggiori giochi del 2025. Bug, problemi di prestazioni, intelligenza artificiale scadente e contenuti mal strutturati hanno contribuito a decretarne il fallimento. Ma nonostante la tempesta, sembra che qualcosa si stia muovendo. Il CEO dello studio, Leslie Benzies, ha recentemente convocato una videochiamata con i suoi dipendenti. In tale call, Benzies avrebbe manifestato l’intenzione di rilanciare MindsEye, dichiarando che lo studio ha ancora possibilità di recupero.
Si sta pensando ad un rilancio di MindsEye?
Eppure, secondo le testimonianze di alcuni partecipanti alla riunione, il CEO avrebbe addossato le colpe dell’insuccesso a presunti sabotaggi, sia interni che esterni. Evitando di affrontare i problemi strutturali del gioco. Il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante. Un rilancio credibile dovrebbe partire da un’analisi onesta dei propri errori. Accompagnata da una strategia di sviluppo chiara e concreta. Nel caso di MindsEye, invece, le affermazioni del CEO sembrano più dettate dalla frustrazione che da una visione lucida.
Non basta una semplice patch per riportare in vita un gioco afflitto da difetti così profondi. Servirebbe un piano di intervento esteso, mesi di lavoro, risorse fresche e personale motivato. E dopo i recenti licenziamenti, è lecito dubitare che lo studio possa affrontare un’impresa di tale portata. C’è poi la questione della reputazione. Il pubblico ha già espresso la propria delusione riguardo quanto accaduto. Dunque, ricostruire la fiducia richiederà molto più di qualche promessa. Un riscatto è possibile, ma solo grazie ad un impegno costante, trasparenza e un team determinato.
