Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) è attualmente il più grande produttore di chip al mondo, tutti voi i suoi prodotti e per di più tutti vogliono le sue fabbriche, non a caso l’azienda ha avviato un enorme progetto di espansione globale che punta a introdurre stabilimenti di produzione in tutte le grandi nazioni coinvolte nel mercato della tecnologia, tra queste spiccano ovviamente Giappone e America, a quanto pare però la prima dovrà necessariamente accettare un rallentamento nei piani di diffusione correlato a una situazione decisamente particolare.
Favore per gli USA
Nello specifico, la società con sede in Taiwan aveva deciso di portare avanti i piani di espansione in Giappone, ma ora ha annunciato un rallentamento delle manovre che ufficialmente è stato spiegato puntando il dito contro un traffico troppo congestionato in Giappone, ma che a quanto pare ha una ragione dietro decisamente più particolare, secondo quanto emerso da fonti vicine al dossier, la ragione dietro questo rallentamento è rappresentata da una preferenza rivolta verso gli Stati Uniti d’America.
Tale preferenza però non è correlata con la maggiore simpatia verso lo Stato a stelle e strisce bensì è correlata a una crescente preoccupazione in merito l’assetto geopolitico e economico che vede una forte paura dell’introduzione di dazi addirittura al 100% sulle importazioni dei chip, è dunque che la società vede come strategia risolutoria e pacificatoria e procedere verso lo sviluppo delle fabbriche di chip sul suolo americano, nello specifico in Arizona, assecondando il desiderio del governo americano di riportare la produzione di chip in patria.
Nello specifico si tratta di un progetto dal valore di 165 miliardi di dollari incentivato per l’appunto dall’America, la società ovviamente spera che venendo incontro ai desideri americani, il governo Trump possa concedere un accordo più favorevole per quanto riguarda i costi sulle importazioni che ricordiamo potrebbero arrivare addirittura ad un 100% in più nel peggiore delle ipotesi.
