Il terremoto che scuote il mondo Xbox è tra i più forti della sua storia. Microsoft ha avviato una profonda riorganizzazione interna che non ha risparmiato la divisione gaming. Il colosso di Redmond infatti ha deciso di cancellare due titoli molto attesi, Perfect Dark ed Everwild, ponendo fine a mesi, se non anni, di sviluppo. Il primo era affidato a The Initiative, uno studio fondato nel 2018 con grandi nomi e ambizioni altissime, ma che poi è stato chiuso. Il secondo titolo era nelle mani di Rare, che negli ultimi anni è rimasta piuttosto silenziosa sul progetto.
[appbox appstore L’onda lunga dei licenziamenti: Turn 10, King e il futuro del catalogo Xbox
Il ridimensionamento non si limita a queste due produzioni. Secondo una comunicazione interna di Matt Booty, a capo degli Xbox Game Studios, sarebbero stati chiusi anche diversi progetti non ancora annunciati. Tra questi figura il misterioso Blackbird, MMORPG in sviluppo presso ZeniMax Online, pensato come successore spirituale di The Elder Scrolls Online. La motivazione ufficiale è un riallineamento delle priorità, per affrontare meglio un mercato sempre più competitivo e instabile. Booty ha sottolineato che la scelta è stata difficile, ma necessaria per garantire una maggiore efficienza.
Tra gli studi coinvolti nei tagli figura anche Turn 10, storico team responsabile della saga Forza Motorsport. Le fonti parlano di una riduzione drastica del personale, forse vicino al 50%. Una percentuale che mette a rischio lo sviluppo futuro della serie, anche se l’intenzione è di mantenere vivo il gioco già pubblicato. Neppure King, la divisione mobile entrata nel mondo Xbox con l’acquisizione di Activision Blizzard, è uscita indenne, il 10% della forza lavoro infatti è stata tagliata.
Ad ogni modo malgrado questa drastica revisione interna, Xbox continua a rivendicare una visione a lungo termine. Più di 40 progetti sarebbero ancora attivi e tutti i titoli mostrati all’Xbox Games Showcase 2025 sarebbero confermati. Microsoft promette di concentrare gli investimenti su franchise consolidati e su nuove IP di qualità. Ma l’impressione è che la fase espansiva si sia chiusa e che il Game Pass debba ora fare i conti con la sostenibilità economica di ogni singolo titolo.
