Una svolta silenziosa, ma potenzialmente rivoluzionaria, sta prendendo vita nei laboratori di Apple. L’azienda infatti, sembra stia valutando l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale sviluppati da terze parti, in particolare Claude di Anthropic e ChatGPT di OpenAI, per alimentare la prossima generazione di Siri. Secondo alcune fonti citate da Bloomberg, Cupertino ha già avviato alcuni test su versioni personalizzate di questi modelli, che verrebbero eseguite sui server cloud interni, progettati per garantire il massimo della sicurezza e della privacy.
Le difficoltà nella corsa all’intelligenza artificiale generano incertezze e malumori dentro Apple
Questa possibilità rappresenta un deciso cambio di rotta rispetto al piano iniziale di sviluppare internamente gli Apple Foundation Models, nati per trasformare Siri in un assistente intelligente competitivo entro il 2026. Dietro questa decisione, pare ci sarebbero le difficoltà incontrate nello sviluppo interno e la constatazione, fatta da figure chiave come Mike Rockwell e Craig Federighi, che i modelli attuali non riescono ancora a tenere il passo con la concorrenza.
Il progetto Siri con tecnologia proprietaria non è stato abbandonato, ma l’eventualità di adottare modelli esterni ha creato un po’ di resistenze interne ad Apple. Alcuni ingegneri del team AI, ad esempio, temono che tale scelta possa presto riguardare anche ad altri progetti, riducendo il ruolo dell’unità interna dedicata allo sviluppo dei modelli linguistici. Le dimissioni di ricercatori di alto profilo, come Tom Gunter, sono solo la punta dell’iceberg. La squadra di sviluppatori che lavora agli Apple-Foundation Models è composta da circa cento persone, ma l’incertezza sul futuro del progetto ha minato la motivazione di molti.
Nel frattempo, Apple prosegue anche su un secondo binario. I modelli più leggeri continueranno a funzionare direttamente sui dispositivi, occupandosi di funzioni semplici come riassunti di email o la creazione di emoji intelligenti. Le opzioni più avanzate, invece, saranno gestite in cloud, con un’infrastruttura basata su chip Mac progettata per proteggere i dati degli utenti. Al momento, non è previsto che le app di terze parti possano accedere a questi strumenti.
