In Francia scatta una nuova stagione di bonus per le auto elettriche. A partire dal 1° luglio, entra in vigore un bonus écologique rivisto, con importi più alti e nuove modalità di finanziamento. Il Governo ha scelto di rilanciare con forza il settore, anche attraverso il leasing sociale, confermato per il 2025. In un momento in cui l’Italia resta ferma, Parigi accelera. Non sarà più lo Stato a sostenere i nuovi incentivi. Le casse pubbliche francesi non lo permettono più. Al suo posto entrano i titoli di risparmio energetico, forniti dagli operatori del settore energetico e saranno loro a finanziare le misure. Un cambio che garantisce continuità, anche in un contesto economico fragile. La transizione non può attendere, dicono dal Ministero della Transizione Ecologica e lo dimostra la scelta di affidarsi a chi già spinge verso le auto elettriche.
Incentivi più ricchi: tornano le cifre che fanno gola per l’acquisto delle auto elettriche
Dopo anni di tagli, il bonus écologique torna a crescere. Per chi ha un reddito sotto i 16.300 euro, l’aiuto salirà da 4.000 a 4.200 euro. Chi guadagna tra 16.301 e 26.200 euro avrà diritto alla stessa somma, in base alla composizione del nucleo familiare. Anche per chi supera quella soglia, il contributo salirà da 2.000 a 3.100 euro. Numeri che fanno la differenza, specie in un mercato in frenata. Era davvero possibile fare altrimenti, dopo il tracollo visto in Germania? Come avrebbero potuto sopravvivere le auto elettriche?
Le condizioni per accedere al bonus intanto non cambiano. Le auto elettriche dovranno essere costruite in Francia o comunque in Europa. Il peso non potrà superare le 2,4 tonnellate e il prezzo dovrà restare sotto i 47.000 euro. Requisiti precisi, pensati per escludere modelli fuori scala. La priorità resta incentivare modelli sostenibili e accessibili. La posta in gioco è alta: la transizione passa anche dal rilancio dei consumi. Dal 2020 a oggi, la Francia ha concesso 850.000 bonus per un valore di 5 miliardi di euro. Fermare ora gli aiuti, come fatto in Germania, avrebbe significato un crollo delle vendite. E allora perché rischiare il blackout del mercato?
