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Pirateria: la domanda resta ancora alta

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PirateriaDi recente, è stata registrata una lieve flessione a livello globale riguardo la pirateria online. Eppure, tale fenomeno resta una realtà radicata e persistente, anche in paesi con mercati consolidati come l’Italia. I dati del 2024, raccolti da MUSO, mostrano un totale di oltre 216 miliardi di visite a siti pirata. Un calo del 5,7% rispetto all’anno precedente. Tale diminuzione non è però uniforme tra i diversi settori. In alcune categorie, continuano a crescere i casi di pirateria. Rivelando così come il fenomeno sia tutt’altro che in declino. Il settore più colpito rimane la televisione. Quest’ultima, da sola, raccoglie quasi 97 miliardi di accessi illeciti. Una delle cause principali è la distribuzione frammentata delle serie TV, degli Anime e dello sport live. Contenuti spesso divisi su più piattaforme, con diritti diversi per aree geografiche e tempi di rilascio non sincronizzati. Ciò spinge parte del pubblico a cercare alternative illegali, dove i contenuti sono immediatamente accessibili.

Continua a crescere la pirateria online

In netta controtendenza si colloca anche l’editoria digitale. Cresciuta del 4,3%, tale categoria ha totalizzato 66,4 miliardi di visite. Il grande successo internazionale dei manga, che generano oltre il 70% del traffico pirata del settore, trova un riflesso anche in Italia. Qui molti lettori si affidano a scan e traduzioni amatoriali per seguire le novità in tempo reale. Il fenomeno della pirateria si estende anche alle web novel e alle opere autopubblicate, che spesso non trovano spazio nell’editoria convenzionale.

In tale contesto, l’Italia ha un ruolo secondario. La nostra Penisola non figura tra i primi quindici paesi né per volume totale né per traffico editoriale. Solo nel comparto audiovisivo si colloca nelle ultime posizioni della Top 15. Con circa l’1,68% del traffico mondiale. Un dato relativamente contenuto, soprattutto rispetto a nazioni europee come Francia, Germania e Regno Unito.

I settori cinematografico, musicale e del software mostrano invece segnali positivi. Il cinema scende del 18% a livello globale. La musica cala del 19%, grazie al successo di piattaforme legali che hanno ridotto lo stream ripping. Infine, il software registra un calo più lieve (-2,1%), supportato dal passaggio a modelli cloud, anche se persistono criticità legate alle app mobili.

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